L’AQUILA – Si è chiusa con un nulla di fatto, una sola testimonianza e il rinvio di tutte le altre deposizioni “vip”, la prima udienza del processo sulla tentata truffa con 9 milioni di euro stanziati dalla presidenza del Consiglio dei ministri e in particolare dal dipartimento per le Politiche della famiglia dell’allora sottosegretario Carlo Giovanardi.

Un tentativo di illecito scoperchiato dall’inchiesta “Attenti a quei due” che ha portato al rinvio a giudizio del dipendente della presidenza del Consiglio dei ministri Fabrizio Traversi e del medico aquilano Gianfranco Cavaliere.

Oltre alla costituzione delle parti civili, tra le quali non c’è il Comune dell’Aquila come invece era stato promesso l’anno scorso, è stata depositata una voluminosa memoria difensiva da parte dell’avvocato Attilio Cecchini, che difende Cavaliere, oggi presente in aula.

“Dimostreremo la legittimità del comportamento del nostro assistito e confuteremo le tesi del pm”, la promessa del belligerante “don Attilio”, 87 anni.

Davanti al giudice Giuseppe Grieco, è stato poi interrogato dal pubblico ministero Antonietta Picardi il solo Danilo Pinna, maresciallo del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri che si è occupato delle indagini: il resto della folta lista che comprendeva nomi pesanti delle istituzioni è stato invece riconvocato per il prossimo 11 luglio.

La decisione non è stata accolta male, anzi, ci sono state anche scene ironiche. La chiamata in tribunale per testimoniare è stata un’occasione per riparlarsi, per esempio, tra il presidente della Regione ed ex commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che ha fatto anche qualche battuta quando un cronista ha provato a fotografarli insieme.

Tra i tanti testi chiamati, unici assenti il vescovo ausiliare del capoluogo monsignor Giovanni D’Ercole e Annamaria Giorgi, direttore dell’Eiem, Ente italiano per la montagna, organo della presidenza del Consiglio oggi disciolto. (alb.or.)

L’ARRIVO IN AULA

Testimoni vip nell’aula dibattimentale del Tribunale dell’Aquila, i primi citati dal pubblico ministero Antonietta Picardi nell’ambito dell’inchiesta sulla tentata truffa su 9 dei 12 milioni di euro di fondi del sociale messi a disposizione dopo il sisma dal governo Berlusconi attraverso l’allora sottosegretario Carlo Giovanardi.

Il primo ad arrivare l’arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, a seguire il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, l’assessore comunale al Sociale Stefania Pezzopane, il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, il presidente della Confartigianato Abruzzo, Angelo Taffo.

Unico imputato in aula, Gianfranco Cavaliere, medico aquilano. Assente l’altro imputato Fabrizio Traversi, secondo la procura della Repubblica dell’Aquila la “mente” del raggiro mancato solo per un soffio.

I due sono accusati di falso poiché per avere un ingiusto profitto, avrebbero tratto in errore tramite raggiri la presidenza del Consiglio dei ministri, in particolare il dipartimento per le Politiche della famiglia, che aveva stanziato, e il commissario delegato per la ricostruzione (Chiodi, ndr) al fine di ottenere inizialmente la somma di 12 milioni di euro, in seguito ridotta a cifre minori ma comunque dell’ordine di milioni di euro relativi ai fondi per il sociale.

COMUNE DELL’AQUILA NON SARA’ PARTE CIVILE

Il Comune dell’Aquila ha deciso di non costituirsi parte civile nel processo sulla tentata truffa sui fondi per il sociale.

È quanto si è appreso in aula dove è in corso la prima udienza dibattimentale del processo. Tra i testimoni anche il primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente.

Lo scorso giugno, in una conferenza stampa, l’assessore Stefania Pezzopane (anche lei tra i testimoni oggi in aula) aveva invece annunciato la costituzione.

Si sono costituiti invece parti civili, ammesse dal giudice Giuseppe Grieco, la presidenza del Consiglio dei ministri, l’Arcidiocesi dell’Aquila (per il solo imputato Traversi) e il Comune di Torre de’ Passeri (Pescara).

L’INCHIESTA

Le indagini sono state portate avanti dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Pescara.

Secondo le accuse il sodalizio criminale ha promosso la costituzione di una Fondazione denominata “Abruzzo solidarietà e sviluppo Onlus” (ritenuta vicina alla Curia) e ulteriori altre associazioni e fondazioni, raggirando innumerevoli soggetti privati e istituzionali “mediante mendaci informazioni circa le finalità della Fondazione stessa”.

Tutto questo con il concorso di Silvano Cappelli, sindaco di San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila), quale ‘capofila’ di altri sindaci dell’area del ‘cratere’ e soggetto proponente il progetto denominato ‘L’Aquila Città Territorio’ depositato in data 6 agosto 2010 presso la struttura commissariale e la presidenza del Consiglio dei ministri, “non riuscendo nell’intento – scrive il pm nella chiusura delle indagini preliminari – per ragioni estranee alla loro volontà”.

Traversi e Cavaliere rispondono anche del reato di falso ideologico, poiché “in concorso tra loro e approfittando della qualifica del sindaco Cappelli, attestavano falsamente partenariati istituzionali e professionali nel progetto denominato ‘L’Aquila Città Territorio'”.

Nella fase delle indagini preliminari era stato indagato anche il presidente di Eurispes Abruzzo Nicola Ferrigni, prosciolto in udienza preliminare, mentre Cappelli è stato condannato a un anno con rito abbreviato.

Nella lista testi dell’accusa ci sono anche il vescovo ausiliare dell’Aquila, monsignor Giovanni D’Ercole, assolto in sede di udienza preliminare dall’accusa di rivelazione di segreti d’ufficio, per avere rivelato a Traversi l’esistenza dell’inchiesta in corso. Il pm Picardi sulla sua assoluzione ha presentato appello.

A seguire nella lista ci sono Pierluigi Biondi, sindaco del Comune di Villa Sant’Angelo (L’Aquila), Augusto Ippoliti, collaboratore del vescovo D’Ercole, Annamaria Giorgi, direttore dell’Eiem (Ente italiano per la montagna, organo disciolto della presidenza del Consiglio); Antonio Morgante, della segreteria Presidenza della Regione Abruzzo e lo stesso Ferrigni.