L’AQUILA – Verranno stanziati nel decreto “Enti territoriali” 2016, ma vanno tagliati, i fondi per compensare le minori entrate derivanti dalla sospensione di tasse e tributi legati al patrimonio immobiliare privato ancora indisponibile dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
La stima di 24 milioni di euro tra il Comune dell’Aquila e quelli del cratere, senza i quali secondo gli amministratori molti enti potrebbero andare in default, viene infatti ritenuta troppo elevata dal governo per due motivi, come spiega la senatrice Stefania Pezzopane.
“La Ragioneria, la Tesoreria, i parlamentari e i ministri si chiedono com’è possibile che sia sempre quella l’esigenza del Comuni? È possibile che in questi anni non si sia ricostruito nulla e non entrino, quindi, nuove imposte? In effetti è un ragionamento che dobbiamo fare agli italiani”.
Inoltre, “l’anno scorso era conteggiato il mancato introito derivante dalla Tasi”, tributo per i servizi indivisibili abolito dal 1° gennaio 2016 sulle prime case. “Quest’anno non c’è più, come si fa a rimborsare una tassa che i Comuni non devono più incamerare?”, si chiede.
Di qui l’esigenza di una nuova stima. “La richiesta del sottosegretario Paola De Micheli ai sindaci è di fare una ricognizione puntuale attraverso gli uffici speciali – prosegue la senatrice – I comuni stanno facendo questi calcoli, a quel punto si potrà costruire il provvedimento”.
Già identificata la navicella legislativa. “A differenza dell’anno scorso – fa notare la Pezzopane – il decreto ‘Milleproroghe’ è andato alla Camera mentre al Senato verrà bloccato, perciò la cosa migliore è inserire l’emendamento nel dl Enti locali”.
Infine una raccomandazione al sindaco del capoluogo, Massimo Cialente: “Gli ho suggerito di accompagnare quest’azione sulle mancate entrate delle tasse locali con un confronto più esteso con il governo per arrivare a una somma adeguata”.






