L’AQUILA – “Per fortuna in Abruzzo ci sono ancora i parchi a salvare la natura. Perché, se guardiamo al mare e ai fiumi, c’è da mettersi le mani nei capelli. Servono interventi decisi, forti, sui depuratori”. 

A parlare è Fabrizia Arduini, referente Energia per il Wwf Abruzzo e presidente Wwf zona Frentana e Costa Teatina Onlus, dopo che la Giunta regionale ha pubblicato la delibera che vieta la balneazione in otto punti della costa abruzzese a causa delle pessime condizioni del mare Adriatico, con quel brutto record che ‘insiste’ proprio nella zona del Chietino in cui Arduini porta avanti una fetta importante delle sue battaglie: Ortona (quattro punti chiusi), San Vito Chietino (due) e Torino di Sangro (uno), che vanno sommati a Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo. 

Senza dimenticare le cattive condizioni in cui si trovano molte altre aree della costa adriatica.

“È sconfortante dover dire di aver avuto ragione – afferma Arduini ad AbruzzoWeb -. Noi del Wwf siamo stufi di fare esposti, comunicati, incontri, anche perché fino ad oggi non è servito sostanzialmente a niente”. 

“Ma sono i fiumi inquinati a fare il mare cattivo – fa notare l’esponente ambientalista – ed anche se è vero che nella mia città, Ortona, ci sono più corsi d’acqua di un certo rilievo, è altrettanto vero ed assurdo dover constatare la vergognosa condizione in cui sostanzialmente si trovano i fiumi di tutto l’Abruzzo”.

Qualche speranza, però, sembra esserci, “anche se si procede a passi troppo, troppo lenti – prosegue -. Come Wwf, abbiamo preso parte alla bella idea del contratto di fiume (strumento volontario di programmazione strategica e negoziata che persegue la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale, ndr). Una bella idea, che purtroppo rischia di restare tale solo di facciata, tra riunioni poco costanti e mancanza di programmazione, anche se, per esempio, almeno per il fiume Sangro, sembra esserci qualche bel segnale, idem per il Feltrino. Nel complesso, però, si è fermi al palo”.

Nel frattempo, “si continua con le cave, con le richieste di emungimenti anche oltre il flusso minimo vitale dell’acqua, nonostante anni e anni di dossier, di prove inconfutabili, di programmi per sistemare le cose. A Ortona, poi, questa maglia nera non è affatto una novità, semmai una conferma. I monitoraggi ci sono, Regione Abruzzo è al corrente di tutto, ci sono dati Arta e Unione Europea, ma si continua a collezionare voti scarsissimi. E intanto, decine di migliaia di abruzzesi non hanno fogne, né depuratori. Da questo punto di vista, siamo da Terzo Mondo”. 

Per Arduini, non si può non cominciare con il “problema più grande, quello dei depuratori. Ce ne sono tanti, ma pure costruiti malissimo, come il Peticcio, che è sotto il livello del mare ed è ovvio che si riempia facilmente, specie quando piove”.

“Siamo di fronte alle opere pubbliche del futuro – conclude – ed è ora di dire stop alla costruzione di strade, che poi restano piene di buche se non addirittura voragini, perché i Comuni ormai hanno sempre meno soldi per tenerle in condizioni dignitose. In giro per il mondo, sono tantissimi gli abruzzesi laureati, capaci di affrontare questa sfida importantissima per il futuro nostro e dei nostri figli”.