L’AQUILA – Soldi per promettere il subentro nella ricca commessa da 38 milioni di euro dei nuovi sottoservizi della città dell’Aquila, da ottenere fingendo di conoscere il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, l’ex sottosegretario Giovanni Legnini, e il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente.

Per questo motivo la procura della Repubblica del capoluogo con il sostituto procuratore Antonietta Picardi ha iscritto nel registro degli indagati Francesco Maria De Deo, 49 anni, chietino, con le accuse di millantato credito ed emissione di fatture per operazioni inesistenti aggravata dall’aver commesso un reato per occultarne un altro.

A credere a quelle che i pm definiscono “vanterie” di De Deo, pagando ben 8 mila euro per “il subentro in commesse pubbliche affidate alla società Edimo Spa”, azienda aquilana, sono gli imprenditori teramani Maurizio Polisini, 67 anni, e Andrea Polisini, 38, amministratori della società Edilcostruzioni Group.

I Polisini sono indagati, in concorso tra loro, con l’accusa di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti.

I tre indagati hanno ricevuto pochi giorni fa l’avviso di conclusione delle indagini dalla procura. Non è stata ancora fissata, al momento, l’udienza preliminare per valutare le loro posizioni.

Assieme ad altre tre persone, i due imprenditori Polisini erano finiti agli arresti domiciliari nel luglio 2015 nell’ambito dell’inchiesta pure svolta dai militari del Noe denominata “Redde Rationem” su tangenti per acquisire gli appalti ad affidamento diretto dei puntellamenti degli edifici distrutti nei primi mesi dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

Il primo stralcio dei sottoservizi, attualmente in corso di realizzazione, è stato aggiudicato all’associazione temporanea tra l’impresa ravennate Acmar e le aquilane Edilfrair e Taddei, quest’ultima controllata da Edimo Spa, che hanno costituito la società consortile a responsabilità limitata Asse Centrale.

La Edimo Spa, alla quale Di Deo prometteva il subentro ai Polisini, è stata dichiarata fallita dal tribunale di Roma nel febbraio 2015.

Le indagini sono state svolte dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico.

Secondo le indagini, millantando la conoscenza di Legnini e Cialente, Di Deo ha incassato gli 8 mila euro “quale prezzo per la mediazione al fine di ottenere il subentro in commesse pubbliche affidate alla società Edimo Spa e ad altre aziende dello stesso gruppo imprenditoriale, con particolare e specifico riferimento all’appalto dei cosiddetti ‘sottoservizi’ nel centro storico di L’Aquila e, più in generale, la ‘copertura politica’ per l’acquisizione di commesse nella ricostruzione”.

De Deo ha anche strappato ad Andrea Polisini “la promessa di offrire sponsorizzazioni alla società calcistica L’Aquila Calcio 1927 nonché la promessa di cedere subappalti ad altre società interessate ad acquisire quote della stessa società calcistica quale prezzo richiesto dal sindaco Cialente” in cambio dell’ingresso nella ‘torta’ dei sottoservizi.

A fronte di questo, tra il 2011 e il 2015 De Deo ha emesso 27 fatture per operazioni inesistenti in favore delle società Edilcostruzioni e Tecno Appalti attestanti “servizi di ingegneria in realtà non resi, per un importo totale corrisposto pari a euro 105.187,20”.

Di contro, i Polisini hanno registrato “elementi passivi fittizi giustificati con fatture per operazioni inesistenti emesse in loro favore da De Deo”, effettuando pagamenti per le somme di 105 mila euro tra Edilcostruzioni (15 fatture per 37 mila euro) e Tecno Appalti (12 fatture per 67 mila euro).

Di Deo è assistito dagli avvocati Maria Sicari di Chieti e Augusto La Morgia di Pescara.

Al momento i Polisini hanno come avvocato d’ufficio l’aquilano Fabio Marchetti.