PESCARA – Si è avvalso della facoltà di non rispondere Sante Corazzini, il 40enne di Popoli (Pescara) che nella notte di martedì scorso ha ucciso il padre a coltellate nella lora abitazione in via dei Tigli.

Il parricida era stato affidato al genitore perché ritenuto seminfermo di mente.

Il 40enne, che è rinchiuso nel carcere di Pescara sotto controllo dei sanitari, è assistito dai legali Sergio Della Rocca e Paolo Marino.

L’uomo, comparso in Tribunale a Pescara di fronte al gip Carla Sacco, non si rende conto di quello che è successo e ha chiesto ai suoi avvocati del padre.

Il 40enne non sa che il padre è morto. Al momento i difensori di Corazzini non hanno presentato alcuna richiesta. Ora si attendono le decisioni del gip.

Secondo l’accusa, subito dopo una violenta lite, il 40enne avrebbe aspettato che il padre si mettesse a dormire, lo avrebbe quindi raggiunto in camera da letto e colpito al torace e al collo con un coltello da cucina.

Corazzini era da tempo in cura nel Centro di igiene mentale di Tocco da Casauria (Pescara) ed era stato affidato al padre in quanto ritenuto seminfermo di mente.

Negli anni ’90, Sante Corazzini fu condannato per aver picchiato e ucciso un anziano, da cui avrebbe subito, a suo dire, attenzioni a sfondo sessuale.

Per questo motivo la pena venne prima attenuata in appello e poi condonata con la grazia, che gli fu concessa dall’allora capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi.