L’AQUILA – La tradizione aquilana anticipa al 5 gennaio l’acquisto dei regali della Befana, magari durante le escursioni tra le “bancarelle” che tornano a lambire il centro della città; però quando si tratta di giocattoli e prodotti dolciari bisogna prestare maggiore attenzione alla qualità e alla provenienza.

L’avvocato Alberta Del Piero, responsabile per L’Aquila dell’Unione nazionale dei consumatori in una nota offre alcuni consigli da seguire per non prendere le proverbiali “fregature”.

“Per le calze preconfezionate, attenti alla data di scadenza dei dolcetti, preferibile sempre rivolgersi a negozianti di fiducia, mai a venditori non autorizzati – spiega – Per i giocattoli è opportuno verificare la presenza del marchio di conformità C E, che assicura la conformità del prodotto ai requisiti di sicurezza europei. Assolutamente da non confondere tale marchio, che deve essere scritto leggermente staccato, con il marchio CE, le cui lettere sono meno distanti l’una dall’altra, perché è il simbolo China Export, ovvero prodotti di esportazione cinese”.

Sempre per i giochi, “sono consigliabili quelli con i contrassegni volontari, quali il marchio di sicurezza Imq (Istituto italiano del marchio di qualità) per i prodotti elettrici e il marchio ‘giocattoli sicuri’ dell’Istituto italiano sicurezza giocattoli. Non acquistare prodotti che non hanno le informazioni riguardanti il Paese di provenienza se situato al di fuori dell’Unione Europea – avverte – il nome o la ragione sociale, nonché l’indirizzo della sede legale del fabbricante o dell’importatore responsabile dell’immissione sul mercato”.

“Non comprare doni che non hanno scritte e indicazioni in lingua italiana, devono esserci anche le istruzioni sulle modalità di utilizzo e l’eventuale montaggio – continua ancora la Del Piero – Attentissimi a verificare che i materiali non siano tossici o facilmente infiammabili, perché i giocattoli contraffatti possono essere fonte di inalazioni, ustioni, ferite agli arti, agli occhi, provocare reazioni allergiche. Come sempre conservare lo scontrino per cambiare la merce difettosa”.