L’AQUILA – Individuati e denunciati dalla polizia di Stato gli autori dell’incendio appiccato a palazzo Paone.
Sono 5 i giovani coinvolti nel danneggiamento, 3 i diretti responsabili.
Una pura bravata dettata dai fumi dell’alcol.
Questo il movente dell’insano gesto compiuto il 6 gennaio scorso da 5 giovani appena maggiorenni che ha causato il danneggiamento della parte inferiore della facciata dell’antico palazzo settecentesco situato nel vecchio centro storico, deteriorando in particolare le pitture esterne.
I responsabili sono 5 giovani tra 20 e 25 anni, tutti aquilani del circondario e tutti incensurati: A.P., 25, di Capitignano, P.L., 24, S.D.T., 23, A.C., 20, e R.C., 20, gli altri quattro tutti di Montereale.
Come si legge in una nota, la squadra Mobile, diretta da Maurilio Grasso, ha subito risolto il caso evitando, così, che si potessero creare ipotesi false o delineare scenari inquietanti dietro la motivazione che aveva spinto gli autori a causare l’incendio.
Immediata anche la delega della procura della Repubblica dell’Aquila e del pubblico ministero Simonetta Ciccarelli, a seguito della denuncia direttamente presentata in procura dal legale della parte offesa, l’avvocato Ferdinando Paone, titolare del palazzo.
Già, comunque, l’8 gennaio scorso sono stati identificati gli autori, rei confessi dell’atto vandalico da ricondurre a motivazioni assolutamente futili e bullesche.
In breve, tutti i cinque i ragazzi, dopo aver trascorso assieme parte della nottata presso una discoteca cittadina, nel recarsi a riprendere l’autovettura di proprietà di uno di loro, che era stata parcheggiata nei pressi della Fontana Luminosa, transitando su corso Vittorio Emanuele, giunti all’altezza del palazzo Paone si sono fermati, ma non tutti, per incendiare un sacco di immondizia che si trovava appoggiato a terra vicino alla parete dello stabile.
Uno di questi, in particolare, con il suo accendino, ha appiccato la combustione di quella spazzatura, mentre altri due hanno partecipato attivamente all’azione dolosa, alimentando le fiamme con l’aggiunta di alcuni pezzi di carta.
I restanti due ragazzi non hanno posto in essere condotte tali da causare l’incendio; dalle dichiarazioni rese, non si sarebbero accorti dell’incendio, ma avrebbero appreso del fatto solo dopo essere saliti in macchina, ma le immagini li smentiscono: hanno visto tutto ponendo in essere una condotta omissiva, insomma non hanno fatto nulla per impedirlo.
Le successive immagini visionate l’11 gennaio scorso hanno confermato la dinamica dei fatti e individuato le singole condotte di colpevolezza: infatti nelle riprese video, estrapolate dal sistema di sorveglianza presente all’esterno dello stabile, si possono notare, alle ore 04.41, cinque giovani presenti di spalle nel campo visivo della telecamera di cui uno, dopo essersi inchinato, appicca il fuoco a del materiale tipo spazzatura, adiacente la parete del Palazzo, mentre altri due, entrambi con la mano destra, poggiano altro materiale sul fuoco fino a quando si vedono le fiamme alimentarsi notevolmente.
Prima di allontanarsi tutti e tre, dal luogo, il principale autore con il piede destro avvicina altro materiale verso il fuoco con il chiaro scopo di far perdurare la combustione; altri 2 ragazzi che non partecipano attivamente al fatto, comunque osservano, restano fermi a circa una ventina di metri dal luogo teatro dell’evento, si abbracciano per poi girarsi verso i propri compagni mentre si allontanano dal punto ove si stava sviluppando l’incendio, non facendo nulla per impedirlo.
Le dichiarazioni rese dagli indagati, seppur parzialmente utilizzabili e comunque ritenute utili per l’immediata prosecuzione delle indagini, sono state comprovate dalle immagini video quasi nella loro interezza, pertanto, allo stato attuale, quest’ultime sono ritenute elemento oggettivo di fondamentale importanza.
Il reato per il quale i suddetti, in particolare i 3, sono stati denunciati all’autorità giudiziaria, è quello previsto e punito dall’articolo 424 del Codice penale, danneggiamento seguito da incendio, in concorso.
La pena varia se dal danno si crea un pericolo d’incendio o invece un incendio vero e proprio. Al vaglio della Procura la posizione degli altri 2 che non hanno direttamente partecipato all’evento.
Infatti, l’unica loro colpa è quella di non aver impedito il cagionarsi dell’evento oppure di non essersi adoperati allo spegnimento delle fiamme.
Non sono, poi, emersi elementi utili a poter ipotizzare un accordo preventivo tra tutti i soggetti identificati.






