L’AQUILA – “Se accarezzi le case dell’Aquila… belano”. Un adagio aquilano che ricorda come anche la città nei secoli è stata edificata e ricostruita dopo i terremoti che l’hanno colpita, grazie alla ricchezza creata dall’economia della pastorizia, nei pascoli del Gran Sasso. E’ una delle suggestioni emerse nel corso della conferenza stampa di presentazione del secondo festival della Montagna che ha preso il via questa mattina e andrà avanti per tutto il weekend al Parco del Castello.
Nella conferenza stampa di apertura hanno preso parte Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila, Paolo Costanzi, dirigente regionale e Igor Antonelli di Gran sasso Anno zero.
“La gestione delle attività in montagna – ha spiegato Antonelli – portano reddito e possono dare una speranza di futuro per i giovani. Ci sono discipline sportive come quelle che proponiamo al festival, da sviluppare e non servono infrastrutture pesanti, bastano poche attrezzature e formazione, e un cambio culturale. Ci sono località nelle Alpi – aggiunge Antonelli – dove ci sono solo blocchi di pietra dove ora, con la giusta promozione, vanno migliaia di persone a fare arrampicata sportiva”.
Cialente rivolto alle scolaresche presenti all’auditorium ha ricordato che “se la metà di voi non è mai stata sul Gran Sasso, significa che c’è molto lavoro da fare”.
Il primo giorno sarà dedicato ai 150 anni dalla prima salita del Cervino: alle ore 18, l’ospite d’onore Patrick Gabarrou presenterà il documentario Cervino, sogno di un ragazzo.
Alle ore 16.30, il dibattito “Parchi e sport: unione di montagne e popoli del Mediterraneo”; a seguire diverse proiezioni, fino ad arrivare alle 21.30, quando nel parco avrà luogo lo spettacolo di danza aerea “La metamorfosi”. Chiuderanno la serata il bike event, la musica beat di Mafalda & i Baccalà e il dj set finale.
Per tutto il fine settimana, dalle ore 9 alle ore 14, sarà inoltre possibile destreggiarsi tra le attività outdoor: escursionismo, alpinismo, arrampicata sportiva, parapendio e mountain bike.
Domani, a partire dalle 14.00, al Castello Cinquecentesco dell’Aquila, un pool di tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico sarà poi impegnato nella simulazione di un soccorso di un infortunato bloccato su una parete di roccia, non raggiungibile dalla base. In occasione del Festival della Montagna, le unità tecniche del Cnsas, Corpo nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, daranno una dimostrazione di come sia possibile, in assenza dell’intervento dell’elisoccorso, raggiungere una persona in difficoltà e, in completa sicurezza, effettuare il recupero in ambiente montano e impervio. La pietra del Forte Spagnolo, che per l’occasione si trasformerà in una via di alpinismo, sarà presa in prestito dagli uomini del Cnsas per mostrare l’elevato tecnicismo di cui necessità un soccorso in montagna. In campo non soltanto le unità tecniche, ma anche le unità mediche del Soccorso Alpino, la cui professionalità si arricchisce di competenze alpinistiche.
Sabato e domenica ospiti d’onore Simone Moro (sabato, giornata dedicata al Nepal) e Antoine Le Menestrel (domenica, tutta dedicata all’arrampicata).
Per partecipare alle attività in montagna è possibile contattare la Compagnia delle Guide (340.7616496) e Gran Sasso Paradelta (per deltaplano e parapendio 320.5311462).






