ROMA – “È un Primo Maggio difficile. La crisi sanitaria ha generato una crisi economica che si riverbera drammaticamente sul lavoro. Nulla sarà come prima”.

Lo sottolinea il segretario generale della Conferenza Episcopale italiana, mons. Stefano Russo, in un’intervista ai media della Cei.

“Ascoltiamo il grido di dolore che si leva da tutto il territorio italiano da ogni comparto produttivo, dai lavoratori autonomi, dagli stagionali, da coloro che subiscono la duplice vessazione del lavoro in nero e del caporalato. In quanti temono di non riaprire la loro attività, di non trovare più il loro impiego di sprofondare nella disoccupazione” dice mons. Russo sottolineando che “non manca chi si approfitta di questa situazione per imporre salari indecorosi a chi, per necessità , accetta impieghi sfiancanti. Il lavoro è dignità”.

Per il segretario generale dei vescovi “il futuro si fonderà sulla capacità di fare squadra, partendo dagli ultimi, sulla solidarietà rispetto all’egoismo”.