PESCARA – Saranno giudicati con il rito abbreviato il primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Pescara, Maurizio Rosati, e la sua assistente Antonietta Giglio, accusati di aver
Il legale di Rosati, Tommaso Marchese, ha completato la produzione della documentazione difensiva e il giudice per l’udienza preliminare del tribunale adriatico, Maria Michela Di Fine, ha aggiornato l’udienza per la discussione al prossimo 8 ottobre.
Rosati, 54 anni, nato ad Atri, è accusato di omissione di atti d’ufficio, interruzione di pubblico servizio, abuso d’ufficio e peculato. La Giglio solo di peculato.
Secondo l’accusa, il primario avrebbe “indotto le sue assistite, che necessitavano di prestazioni ginecologiche, a rivolgersi a lui come medico privato, a garanzia di un rapido scorrere della lista di attesa operatoria, altrimenti impegnata per mesi, se non per anni”.
Inoltre avrebbe “dimesso o fatto dimettere pazienti, pur bisognose di interventi ginecologici, che si erano rivolte a medici diversi da lui per visite private, determinando una lista di attesa interminabile, spesso arbitrariamente compilata in ritardo per evitare si scoprisse il disservizio, inducendo le pazienti a rivolgersi a lui quale medico privato o a rivolgersi ad altre strutture, con attese che provocavano ingiustificate sofferenze”.
Il primario è accusato anche di peculato, in concorso con la sua collaboratrice Antonietta Giglio, alla quale, secondo l’accusa, avrebbe “affidato il telefono mobile aziendale, il cui costo era a carico della Asl, affinché ne disponesse liberamente come fosse proprio”.






