TERAMO – C’è un vantaggio, tra i tanti che ha il tremendo e microscopico coronavirus sugli esseri umani. Quello di non conoscere confini, e di infischiarsene di ambiti ammnistrativi e giurisdizioni che invece circoscrivono l’applicazione di dpcm governativi e ordinanze regionali messe in campo per contrastare e sconfiggere il virus.
A ricordarlo, in modo scherzoso e leggero, è stato un servizio della trasmissione Fuori dal coro del 5 maggio, condotta da Mario Giordano, a firma dell’inviato Tommaso Mattei.
Protagonista il signor Michele, marchigiano, che ha un orto diviso in due da un ruscello. Una parte si trova nelle Marche, in provincia di Ascoli, l’altra in Abruzzo, in provincia di Teramo. Il servizo non dice esattamente dove, in quali comuni.
E così accade che il signor Michele può coltivare solo la parte marchigiana del suo orto, ma non può accedere, se non vuole rischiare una salata multa, nel versante abruzzese.
Questo perchè le norme nazionali del “tutti a casa”, dispongono per contrastare la pandemia, il divieto di andare da una Regione all’altra. Norma che non consente eccezioni, nemmeno per chi deve svalicare a piedi e di qualche decina di metri il confine per raccogliere bietole e cipolle, come nel caso, in effetti raro nel suo genere, del signor Michele.
“il mio orto oltre il ruscello è incolto, rischio di perdere tutti i carciofi” ha protestato il signor Michele Il giornalista si è così fatto volontario ed è andato lui a raccogliergli un pò di verdura nell’orto proibito.
Neanche a farlo apposta, dopo pochi minuiti sono arrivati i carabinieri. Il servizio non riferisce come sia andata a finire.





