L’AQUILA – “Dobbiamo tenere conto del diritto alla libertà di impresa, unitamente alla tutela della salute pubblica, costituzionalmente garantita. La mia ordinanza è il giusto punto di equilibrio di queste due esigenze”. 

Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, a margine della conferenza stampa webinair che annunciato prestigioso premio “European Heritage Awards”, nella categoria “Conservazione” assegnato alla Basilica di Collemaggio, torna a difendere a spada tratta l’ ordinanza sindacale del 30 aprile scorso, on cui si obbligano i tamponi entro 14 giorni dalla riapertura dei cantieri, alle migliaia di maestranze che tornano all’Aquila da fuori regione.

Un provvedimento contestato anche dagli stessi imprenditori e dalle forze politiche aquilane. A causa dell’ordinanza infatti i cantieri della ricostruzione post sisma 2009, dopo due mesi di forzato stop, non sono ripartiti, come invece consentirebbe dal 4 maggio l’ultimo dpcm del premier Giuseppe Conte, per organizzare la macchina delle verifiche di positività o negatività al covid per migliaia di addetti.

Ieri altre polemiche sono poi sorte in seguito ad un parere della prefettura interpretato come una bocciatura, circostanza poi smentita dallo stesso prefetto, Cinzia Torraco. 

Biondi in ogni caso tira dritto e rilancia. 

“La normativa nazionale non ha e non poteva tenere conto, per il suo carattere generale, che qui ci sono oltre 500 cantieri, una situazione unica in Italia. I giorni chi si stanno perdendo in questa fase di incertezza e di dubbi, li recupereremo quando, sono certo, non dovremo chiudere di nuovo la città, allorché tra i 6-7 mila operai ne troveremo magari due positivi, e non tracciabili, che possono generare un focolaio”. 

L’ordinanza per Biondi è insomma un investimento sul futuro. 

“Le imprese si stanno organizzando – tiene poi a sottolineare -, la Asl è a disposizione, lo zooprofilattico di Teramo sta già processando i tamponi, e non sono cose venute dal cielo, sono il frutto di un’intensa attività precedente, ed è la conferma che quello che è stato deciso non era fuori luogo. 

E Biondi poi prende mira chi in questi giorni, soprattutto nel Pd aquilano lo ha bersagliato di critiche “Come si dice in gergo, ‘chi non fa non sbaglia’, ed è facile parlare: agli esponenti politici di rango nazionale che in questi giorni hanno polemizzato, suggerisco piuttosto di impegnarsi a far riconoscere dal governo i maggiori oneri in carico alle imprese, che dovranno far fronte ad adempimenti e costi maggiori. Piuttosto la battaglia che andrebbe fatta, e mi rivolgo agli esponenti politici di rango nazionale che in questi giorni hanno polemizzato, dovrebbe essere quella sul riconoscimento dei maggiori oneri in carico alle imprese: quelli per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale, la formazione delle maestranze, la sanificazione degli ambienti, ma anche quelli legati all’inevitabile rallentamento dei ritmi delle lavorazioni. C’è il rischio pertanto che o qualcuno non faccia svolgere quelle lavorazioni in sicurezza, o non le svolga affatto”. 

Biondi scocca poi l’ultima frecciata: “ho sentito tante polemiche, ma non ho capito se chi lefa è a favore o meno dei tamponi, a favore o meno a norme un pò più restrittive rispetto al protocollo del 24 aprile”. “Comunque l’ordinanza è in vigore, sarà la storia, quella con la “s” minuscola, a dire chi avrà avuto ragione e chi no”, taglia corto.