L’AQUILA – “Il settore chimico e farmaceutico sono trainati per l’intera economia abruzzese, e a maggior ragione è importante sedersi nei tavoli europei, per tessere alleanze e creare sinergie con gli altri distretti, far sentire la propria voce e partecipare attraverso
anche attività di moral solution e di lobbying alla definizione di quelle che sono le politiche comunitarie in materia”.
Sarà un appuntamento importante quello di oggi e domani a Rotterdam in Olanda, dell’European Chemical Regions Network (Ecnr), organismo che ha la funzione di rappresentare le istanze delle regioni dove sono presenti poli farmaceutici e chimici di peso per negoziare ed orientare le politiche comunitarie.
Abruzzoweb ha inteso dunque interpellare l’assessore regionale alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, di Fdi, 54enne avvocato, ex sindaco di San Salvo, in provincia di Chieti, che è appunto in partenza per l’Olanda.
Nella consapevolezza che in Abruzzo, il comparto-chimico-farmaceutico, è il nuovo settore trainante, arrivato a triplicare l’export passando dall’11% al 27% mentre in Italia si è passati dal 17% al 20%. E a registrare l’impennata è la provincia dell’Aquila, con la presenza di multinazionali come Sanofi, Menarini e Dompè, con oltre 3mila addetti, e che assieme ad altre imprese del comparto hanno prodotto l’84% del valore del venduto estero abruzzese di prodotti chimici e farmaceutici e il 23% dell’export totale regionale e per la quale questo settore – composto quasi esclusivamente da farmaci – rappresenta l’81% dell’export provinciale.
“Se è vero che noi abbiamo ogni interesse a far crescere ancora di più questo distretto localizzato per lo più nell’Aquilano – spiega Magnacca -, allora dobbiamo partecipare in maniera attiva a quelle che sono le elaborazioni delle normative e delle discipline in sede europea che condizionano enormemente tutti i settori della vita economica degli Stati membri. Questa alleanza, questa sinergia con altre regioni, significa rafforzare il nostro ruolo, a beneficio di imprese e lavoratori”.
“I dazi per fortuna non hanno avuto conseguenze pesanti, abbiamo continuato a registrare numeri molto importanti, e gli Usa restano il principale mercato di sbocco dei nostri prodotti. Certo, guardando ai numeri possiamo certamente dire che i dazi non hanno aiutato l’export, ma non c’è stato assolutamente quel tracollo paventato all’inizio. Un tema che comunque aveva già posto l’Abruzzo è quello della diversificazione dei mercati verso cui orientare l’export, ma questo non sarà oggetto dell’imminente incontro di Rotterdam”.






