L’AQUILA – “Nel giro di un paio di giorni è arrivata una trentina di domande, anche molto semplici, di cittadini e imprenditori che vogliono investire”.

Nel fare il punto sui primi passi del bando “Fare Centro” per la ricollocazione di attività commerciali nei centri storici terremotati del 2009, lo annuncia ai microfoni di AbruzzoWeb Vincenzo Rivera, capo dipartimento Affari della presidenza e Rapporti con l’Europa della Regione Abruzzo.

Un bando che “è il più semplice mai uscito dalla Regione Abruzzo, a differenza di quelli di Invitalia che hanno gestito parte dei fondi del 4%. Chiunque abbia bisogno di fare domande e avere un contatto fisico – prosegue – può farlo per telefono o venendo di persona negli uffici della Regione, ho aperto due stanze dedicate al piano terra di palazzo Silone con funzionari esperti”.

Inoltre “pubblicheremo nella piattaforma che abbiamo aperto le faq (domande più frequenti, ndr) di riferimento così ciascuno potrà connettersi e vedere se c’è risposta alla propria domanda”.

Oltre ad apprezzamenti il bando ha ricevuto anche critiche: su tutte, il comitato aquilano dei civatiani di Possibile ha chiesto di “correggere il bando regionale con una integrazione nelle zone ammissibili” ad alcune escluse dal perimetro iniziale, come via Strinella o viale Gran Sasso.

“Il tentativo è di riportare le attività dentro il centro della città – obietta Rivera – Via Strinella sicuramente ha avuto danni, ma si è integralmente ripopolata, ha risposto immediatamente perché era una zona a breve di ricostruzione e la maggior parte degli edifici aveva danni ‘A’ o ‘B’ (lievi, ndr), pochi gli edifici inagibili. Lì si è concentrata parte delle attività espulse dal centro”.

Il capo dipartimento ricorda anche che “queste vie hanno potuto mitigare le conseguenze della crisi non solo sismica, ma anche occupazionale ed economica, perché pienamente ripopolate a pochi mesi dal sisma”, di qui la loro esclusione.

Ha suscitato curiosità, invece, l’inclusione di aree di montagna molto lontane dai centri abitati: Fonte Cerreto e San Pietro della Jenca.

“Ho risposto a un chiaro indirizzo politico ricevuto dal vice presidente Giovanni Lolli e dal sindaco Massimo Cialente che hanno individuato la zona alle pendici del Gran Sasso – risponde – Anche lì c’è un tentativo di rivitalizzare la zona che non ha visto atterrare attività espulse come avvenuto invece nelle vie citate prima”.

Rivera sarà soggetto attuatore dell’operazione per i prossimi 3 anni, un potere che secondo alcuni rumors politici tra il serio e il faceto lo renderà il “vero sindaco” della città.

“Non rispondo neanche, non esageriamo – si schermisce – la mia è un’attività tecnica che esula completamente da quella politica: do l’indirizzo alla programmazione che ribalta al suo interno l’indirizzo politico della Giunta e del presidente, ma ci sono tantissime persone che ci lavorano”.

Infine un’aggiunta sulla “distanza” da “Fare Centro” del governatore, Luciano D’Alfonso.

“Non se n’è tenuto distante, ha voluto in bozza il bando, lo ha seguito passo passo, poi chiaramente ha lasciato la scena della presentazione al politico aquilano di riferimento che è Lolli”, conclude Rivera.