FANO ADRIANO – Un simbolo d’Abruzzo che se ne va, un edificio che faceva parte della memoria storica di quei luoghi e di chi, per tanto tempo, prima che aprisse il traforo del Gran Sasso, vi transitava per raggiungere L’Aquila o Teramo.

Le ruspe hanno completato il loro lavoro e da lunedì, della storica casa che fu di Luigina la tabaccaia, a Fano Adriano, al bivio di Rio Arno, non resta che un cumulo di macerie. 

Una decisione presa dal Comune, ricorda Il Centro, dopo le insistenze di Anas e della Protezione civile, che temevano il crollo della porzione anteriore del fabbricato che si affaccia sulla strada alternativa all’A24.

Anche la scritta che campeggiava sulla facciata “Al Gran Sasso d’Italia 2912 metri” è andata perduta.
 
Luigina ha vissuto in quel caseggiato tutta la sua esistenza, ed è lì che ha atteso per tutti i suoi anni il passaggio dell’autobus guidato da chi le aveva, inconsapevolmente, rubato il cuore. Luigina lo ha aspettato senza sapere neanche il suo nome, sperando che tornasse. Ma non è mai tornato.