VASTO – A Fabio Di Lello la procura di Vasto guidata da Giampiero Di Florio ha contestato in prima battuta il reato di omicidio premeditato, più altri reati minori. I capi di imputazione saranno ufficializzati oggi all’omicida dal gip Caterina Salusti durante l’interrogatorio di garanzia. L’uomo, infatti, avrebbe ricevuto la telefonata di un amico che lo avvertiva della presenza, davanti al bar di via Perth, di Italo D’Elisa, il ragazzo che ha investito e ucciso a luglio la moglie Roberta Smargiassi.

L’autopsia ha intanto confermato che sono stati tre i colpi che hanno centrato D’Elisa e non sono stati esplosi a bruciapelo da chi impugnava la pistola calibro 9.

L’esame eseguito ieri a Chieti nell’ospedale clinicizzato dal direttore di Medicina legale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pietro Falco, ha fatto emergere come i colpi sono stati due nella zona addominale e uno che dal collo si è fermato nella zona cranica. L’esame è durato oltre 5 ore su incarico del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vasto, Gabriella De Lucia.

Il ragazzo è deceduto sul colpo. La salma è stata riconsegnata ai familiari in vista del funerale di stamattina, alle 10,30 nella chiesa del Sabato Santo a Vasto.

A presiedere il rito funebre il parroco don Antonio Totaro a poche centinaia di metri in linea d’area dal luogo dopo ha perso la vita il 21enne. La salma sarà seppellita nel cimitero di Furci (Chieti) paese d’origine della madre.

“Abbiamo parlato a lungo di calcio, mi ha chiesto dei libri da leggere perché in cella gli forniscono solo dei giornali sportivi”: sono le prime dichiarazioni rilasciate all’uscita dal casa circondariale di Torre Sinello a Vasto dall’avvocato Pierpaolo Andreoni, che assiste Di Lello assieme al collega Giovanni Cerella e che ieri mattina ha incontrato Di Lello.

Da mercoledì, giorno dell’arresto, è la prima volta che Andreoni rivedeva il suo assistito tenuto in isolamento e guardato a vista oltre a ricevere supporti medici e sanitari.

“È molto provato – ha detto – e sta vivendo un momento, che è facile comprendere, difficile sotto il profilo psicologico e umano. E’ molto provato, molto confuso. Non ha ancora chiari i termini della vicenda e non ancora realizzato ciò che ha fatto e cosa sia successo”.

“Gli ho portato i messaggi della vicinanza della famiglia, degli amici e delle persone che gli vogliono bene. Non ha ancora chiari i termini della vicenda. I processi li facciamo in tribunale in questo momento abbiamo aspetti umani che vanno coltivati”.

Solo dopo l’interrogatorio di garanzia, in carcere stamattina, si potrà fare il quadro della posizione giudiziaria.