L’AQUILA – Il comitato difesa risparmiatori di Pizzoli (L’Aquila) ha inviato una lettera all’amministratore delegato della nuova Banca Etruria Roberto Bertola per denunciare “i lunghi tempi di consegna della documentazioni”, richieste dai clienti della banca che vogliono vederci chiaro, dopo aver perso tutti i propri risparmi a causa del decreto del governo che ha salvato oltre all’istituto di credito toscano anche Carichieti, Cariferrara e Banca Marche. 

Nella lettera il presidente del comitato Domenico Ioannucci chiede anche spiegazioni “in merito all’assurda pretesa da parte della Nuova Banca che la clientela firmi, al momento della consegna della documentazione, non certo una semplice ricevuta con l’elenco dei documenti consegnati o ricevuti, bensì una certa lettera di ‘discolpa’ da parte della Nuova Banca rispetto a fatti e circostanze ancora poco chiare”.  

A perdere i risparmi di una vita oltre 1500 obbligazionisti e azionisti aquilani e più di 5 mila abruzzesi clienti delle 4 bad bank. 

Tanti i risparmiatori hanno inoltre sottolineato l’eccessivo ritardo nel rilascio della documentazione, tanto che l’ingegnere aquilano Amedeo Gregori nelle scorse settimane, ha richiesto l’intervento dei carabinieri nella filiale di Pizzoli per cercare di ottenere i documenti richiesti allo sportello. 
  
Alcuni clienti della sede di Pizzoli, come spiega  l’avvocato del comitato Vanna Pizzi “al momento in cui si sono recati in filiale, per la consegna dei documenti contrattuali richiesti, si sono visti presentare un’informativa  predisposta della nuova banca, con contestuale richiesta di sottoscrizione della stessa, in cui l’istituto attesta di non essere responsabile per le eventuali azioni relative ai titoli azzerati”. 

Lettera che i risparmiatori si sono rifiutati di firmare anche grazie al intervento telefonico tempestivo della Pizzi.

Per l’avvocato “è dubbia la posizione della good bank rispetto alla non responsabilità nella negoziazione dei titoli. Infatti sollevarsi dalla responsabilità così come pretende nella lettera la nuova banca, non rispetterebbe la continuità nell’attività di impresa tra la
 vecchia e la nuova banca per quanto anche per quanto riguarda la negoziazione
 dei titoli”.

“Semplificando molto e come se la nuova banca fosse un’erede o testimone della vecchia bank  – aggiunge la Pizzi –  Negli ultimi giorni, tuttavia, c’è stata un’evoluzione perché sembra che a seguito delle proteste, con l’ufficio legale di Banca Etruria abbiano deciso di non far più sottoscrivere la lettera al cliente, ma di inviare l’informativa direttamente a casa”

 “La richiesta del presidente del Comitato è assolutamente legittima, poiché derivante da
 un’esasperazione di animi prolungata nel tempo che a quindi portato alla citata richiesta di chiarimento indirizzata al Dott. Bertola”, specifica l’avvocato. 

IL RACCONTO DI UN RISPARMIATORE AQUILANO

“Quelli sono i risparmi di una vita, guadagnati con anni e anni di duro lavoro e di sacrifici, non sono scesi dal cielo – aggiunge –  Vogliamo solo poterli recuperare per noi, per figli e per i nostri nipoti”. 

 “Avevo richiesto tutta la documentazione –  racconta Sandro Cicchetti, risparmiatore aquilano oggi  pensionato che ha perso una ingente somma tra azioni e obbligazioni – Quando sono arrivato allo sportello per ritirarla, mi hanno sottoposto come condizione un foglio da firmare nel quale c’era scritto in sostanza che per la nuova banca, non avrei potuto rivalermi sulla stessa. Non ho firmato nulla, ma a quel punto non mi hanno voluto rilasciare i documenti, dicendomi che mi li avrebbero inviati tutto per posta”. 

“Dal giorno in cui ci siamo resi conto di aver perso tutto ho avuto ripercussioni anche sulla salute con episodi frequenti di pressione alta – aggiunge – Siamo vittime di un’ingiustizia e chiediamo solo di poter riavere indietro il frutto dei sudori di una vita. Non abbiamo mai voluto speculare, abbiamo solo comprato obbligazioni che ci sono state vendute come sicure”. (m.gal)

LA LETTERA A BERTOLA  

Scrivo questa lettera a nome e per conto del Comitato che rappresento e vengo a chiederle spiegazioni sui tempi di consegna della documentazione che, per legge, la Banca da Lei amministrata è tenuta a rispettare. Le chiedo infatti quale assurda giustificazione abbia la Banca per ignorare la sentenza della Corte di Cassazione (I Sezione Civile) n.18555/2013 che fissa in 15 giorni il termine previsto per gli istituti bancari per la consegna dei documenti richiesti dalla propria clientela. 

Che interesse ha la Banca ad operare contro la legge? Le chiedo inoltre spiegazione in merito all’assurda pretesa (da parte della Nuova Banca) che la clientela firmi, al momento della consegna della documentazione, non certo una semplice ricevuta con l’elenco dei documenti consegnati/ricevuti, bensì una certa lettera di ‘discolpa’ da parte della Nuova Banca rispetto a fatti e circostanze ancora poco chiare a tutti: di cosa ha timore la Nuova Banca Etruria?

Anzi, perché non viene consegnato tutto quanto richiesto, incluso il documento relativo allo scenario probabilistico dei titoli subordinati oggetto dell’azzeramento? Tutto questo ci sembra una chiara mancanza di rispetto della Nuova Banca verso la storica clientela, a cui la stessa Nuova Banca non si fa però certo scrupolo di chiedere il mantenimento dei propri risparmi ancora presso l’Istituto. Le chiedo, insomma, quali altri strumenti la Banca voglia ancora attuare nell’intento di esasperare ulteriormente chi ha perso i propri risparmi, considerato che la nostra unica colpa è stata appunto quella di esserci sempre “ingenuamente” fidati delle rassicurazioni pervenute dalla Banca e dagli organismi di controllo, il cui personale ancora opera nella dirigenza della Nuova Banca Etruria. Ed allora, dottor Bertola, perché nulla è stato ancora fatto per sanare questa situazione divenuta ormai insostenibile ed evitare ulteriori spiacevoli comportamenti?
 
In ultimo se è vero che la Nuova Banca ha a cuore le sorti di noi clienti, perché nel bando di vendita dell’istituto non viene semmai inserita una clausola che preveda l’obbligo, per chi acquisterà la Banca, di rimborsare ai possessori retail le obbligazioni subordinate (azzerate) almeno alla loro naturale scadenza? Non ritiene anche Lei che, per l’acquirente della Nuova Banca, la soluzione di un esborso non immediato possa comunque valere la ri-fidelizzazione di tante famiglie?