ROCCA SAN GIOVANNI – Alcune esplosioni in mare, seguite da un denso fumo nero, ma è solo la simulazione di un incidente su una piattaforma petrolifera.

È il blitz simbolico messo in atto da Goletta Verde, l’imbarcazione di Legambiente impegnata nel monitoraggio della qualità delle coste italiane, al largo del comune abruzzese di Rocca San Giovanni (Chieti), nel tratto di Adriatico in cui dovrebbe nascere la piattaforma ‘Ombrina Mare’, su progetto di Medoilgas.

Obiettivo dell’iniziativa è dire “no alle estrazioni petrolifere in Adriatico” e ribadire che “il progetto non è in linea con una recente direttiva dell’Unione Europea relativa ai rischi di questi impianti”.

Goletta Verde è partita in mattinata dal porto di Ortona, per poi ancorare al largo di Rocca San Giovanni, nell’area in cui sorgerà l’istituendo Parco della Costa teatina, di fronte a uno dei trabocchi simbolo di quel tratto di costa, non lontano dal punto in cui dovrebbe nascere Ombrina Mare e in cui si posizionerà la nave-impianto petrolchimica di primo trattamento.

L’azione suggestiva era finalizzata a dimostrare simbolicamente i rischi che potrebbero derivare dalle attività petrolifere.

All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, il responsabile scientifico di Legambiente, Giorgio Zampetti, il presidente abruzzese dell’associazione, Angelo Di Matteo, il vice sindaco di Rocca San Giovanni, Camillo De Palma, in rappresentanza delle amministrazioni locali dei Comuni della costa teatina, e alcuni operatori turistici.

A controllare che la manifestazione si svolgesse senza problemi due motovedette della Capitaneria di Porto.