PESCARA – L’autunno in Regione Abruzzo, e anche a Pescara, si preannuncia molto caldo, in quanto, prevedono i meteorologi della politica, sta montando lo scontro, soprattutto dentro il Partito democratico, intorno alla nomina del nuovo amministratore unico dell’Aca, la società che gestisce il ciclo idrico in 64 comuni del Pescarese, celebre per la voragine di sprechi e scandali politici e giudiziari per decenni, oggi più o meno risanata.

Teatro della fatidica elezione sarà la sede di Confindustria in via Raiale 110 a Pescara, dove oggi e domani l’assemblea dei soci dell’Aca, composta dai sindaci, dovrà procedere alla scelta dell’amministratore unico.

I nomi in ballo che hanno risposto al bando, sono ben 22. L’elenco è riportato qui in fondo.

L’Aca va subito ricordato dovrà gestire una buona fetta, circa 30 milioni, dei 100 milioni del Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) a beneficio dei sistemi regionali di depurazione, e il rifacimento di fogne e acquedotti.

Una torta, l’Aca, tornata insomma appetitosa e comunque, a non voler pensare male, strategica per ripulire finalmente i fiumi e le condotte che portano veleni e liquami nel mare della costa adriatica, anche quest’estate martoriata da emergenze sanitarie e divieti di balneazione.

In lizza 22 aspiranti, non c’è però quello dell’amministratore unico uscente, l’avvocato Vincenzo Di Baldassarre, in carica dal novembre 2013, eletto dall’assemblea dei sindaci, in particolare del centrodestra, e che aveva sostituto l’amministratore unico in quota centrosinistra Ezio Di Cristoforo, travolto da inchieste giudiziarie, per presunte mazzette chieste per assegnare appalti truccati di manutenzione della rete.

A Di Baldassarre in molti hanno riconosciuto il risanamento dei conti, fatto questo smentito dal centrosinistra, in particolare dal consigliere regionale del Pd Camillo D’Alessandro, che l’ha definita senza mezzi termini finta.

Tra i nomi dei candidati c’è n’è invece uno fortissimo, sostenuto in primis dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso: quello del fedelissimo Giampiero Leombroni, classe 1946, un pensionato d’oro, nel senso che è stato già dirigente della Provincia e del Comune di Pescara, con D’Alfonso presidente e sindaco, è stato direttore tecnico della Toto Spa, al servizio di imprenditori amici di famiglia del presidente D’Alfonso.

Poi con D’Alfonso governatore è stato nominato commissario all’Arap, l’Agenzia regionale delle attività produttive, e commissario regionale presso il Consorzio di Bonifica sud di Vasto.

Un puro talento di buona amministrazione, un cardinal Mazzarino dei tempi odierni, confermano i sindaci Pd fedelissimi al presidente, pronti a votarlo in assemblea.

Rimarcando che in quanto pensionato potrà essere sì eletto, ma senza percepire compensi a titolo gratuito. Con un risparmio per l’Aca di 2.500 euro netti al mese, pari al 70 per cento del compenso del sindaco del Comune di Pescara.

Proprio la sua eleggibilità, in quanto pensionato, aveva spinto l’Ato a chiedere la sospensione della procedura di bando per delle verifiche ulteriori. Poi però, visto che la legge parla chiaro – puoi essere eletto ma devi lavorare gratis – non c’è stato nessun ritiro del bando e slittamento della nomina.

Argomenti pro Leombroni, che non convincono però i sindaci del centrodestra, che avrebbero voluto tenersi stretto Di Baldassarre, ritenendo incredibile rimuovere un amministratore che in tre anni è riuscito a rimettere in sesto un ente finito nella polvere, e a risanare un debito monstre, grazie al concordato preventivo sottoscritto in primavera con i creditori dal valore di 130 milioni di euro.

E allora si ragiona in gran segreto con incontri e telefonate febbrili, ad una candidatura alternativa rispetto a quella che ha il marchio vescovile di D’Alfonso. Un pericolo da non sottovalutare per D’Alfonso e di riflesso per la maggioranza di centrosinistra in Regione.

Voce insistente era quella che voleva i sindaci che fanno capo in particolare ad un uomo forte del Pd pescarese, l’assessore Donato Di Matteo, già presidente dell’Aca, che nel ciclo idrico ha sempre trovato un suo ambito privilegiato di interesse amministrativo e potere, ragionare su un candidatura alternativa.

Magari convergendo con quelli di centrodestra molti dei quali hanno un punto di riferimento nel capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Lorenzo Sospiri.

Di Matteo però raggiunto telefonicamente da Abruzzoweb, si è limitato a informare gli abruzzesi che “sto trascorrendo giorni di relax nella mia Roccamorice, ora ad esempio sto prendendo un buon caffè con due gentili signorine”.

A domande più puntuali, in scanzonato stile vacanziero, Di Matteo ha esclamato a sorpresa, che “io ho una passione straordinaria e smisurata per Luciano D’Alfonso, è di gran lunga il migliore di tutti”.

Bisognerà vedere cosa accadrà però all’Emiciclo quando le vacanze saranno finite per tutti e tante delibere e progetti arriveranno in giunta senza soldi per le coperture. Un tritacarne di “do ut des” che potrà costituire un grattacapo non da poco per il presidente anche in vista della nomina del suo uomo all’Aca.

Già sulle barricate, in ampio anticipo, il rifondarolo Maurizio Acerbo, che ricorda che tra chi ha sempre perorato la causa della sostituzione di Di Badassare, costringendolo a gettare la spugna, ci sono amministratori protagonisti della stagione nera dell’Aca e che ora tornano alla carica, perché “ci sono lauti appalti da gestire”.

A conferma di quanto il clima rischia di avvelenarsi, c’è l’accusa al sindaco di Pescara Marco Alessandrini, da parte del gruppo di Forza Italia al Comune  di aver emanato l’ordinanza del 22 agosto di divieto di balneazione per 48 ore da via Muzii a via Galilei, solo per gettare discredito sui rimuovendi vertici Aca.

Nel’offensiva c’è chi annovera anche la denuncia di D’Alfonso, con richiesta danni di 100 mila euro, contro la giornalista Lilli Mandara, autrice del blog Maperò. Mandara è infatti la nuova addetta stampa dell’Aca.

Infine il Movimento 5 stelle, che con il consigliere regionale Domenico Pettinari, ricorda che “non è la politica che deve scegliere in base all’appartenenza, perché la gestione dell’acqua in Abruzzo merita un professionista competente a livello tecnico ed amministrativo  scelto su concorso ad evidenza pubblica con criteri meritocratici da una commissione giudicante”.

Pettinari denuncia che molti sindaci del Pd, sotto sotto, auspicano “addirittura la ricostruzione di un costoso Consiglio di amministrazione, forse per avere l’ennesimo poltronificio a disposizione”.

I CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELL’ACA

Luigi Bonetti    
Marco Desiderio Brullo  
Fabrizio Calore    
Guido Felice De Luca    
Rocco De Marco    
Paolo Di Felice    
Gianluca Di Marco    
Domenico Di Michele    
Luciano De Nardellis
Antonio Farchione    
Giulio Geraci    
Gaolo Grugnale        
Pietro Iavarone    
Stefano Ilari    
Alessandro Italiani    
Giampiero Leombroni    
Mario Marzovilla
Claudio Mizii    
Carlo Spatola Mayo    
Paolo Palombo    
Fabrizio Salusest    
Mirco Velluto