AVEZZANO – Disastro colposo: è l’ipotesi di reato sulla quale indaga la Procura di Avezzano (L’Aquila) per chiarire le cause dell’esplosione dell’abitazione di via Alessandria nella quale sono scampati in tre. 

L’inchiesta è per ora contro ignoti, ma i principali sospetti ricadono su Roberto Marziale, 53 anni, uno dei sopravvissuti alla deflagrazione, che ai vicini avrebbe detto circa due anni fa, come riporta Il Centro, “un giorno di questi faccio un macello e salta tutto per aria”. L’ipotesi è che Marziale abbia messo in atto il suo intento: suicidarsi. 

L’edificio è venuto giù poco dopo le 9 di ieri mattina, venerdì 15 febbraio.

I vigili del fuoco hanno riferito di aver trovato la valvola del gas metano aperta. Si presume che l’uomo l’abbia manomessa per poi adagiarsi sul letto e aspettare la morte.

Qualcosa però ha innescato l’esplosione.

L’uomo al momento è ricoverato nel reparto di chirurgia dell’ospedale. 

Scampate al disastro anche la madre Ida Santucci e la zia Maria Cipollone, al piano superiore della casa, tra i feriti il fratello di Ida, colpito dalle schegge mentre si trovava nella struttura accanto e la sorella di Marziale, che ha riportato graffi per una caduta mentre stava correndo verso la zona del disastro. 

Gli agenti della squadra anticrimine del commissariato di Polizia, coordinati dal dirigente Giancarlo Ippoliti, stanno per ascoltare i familiari scampati per ricostruire l’accaduto.