L’AQUILA – Un debito di quasi 14 milioni di euro incombe sulla nuova amministrazione comunale aquilana: il giudice dell’esecuzione, tramite ordinanza di assegnazione dei crediti, ha disposto che la società Impregilo possa accedere alla tesoreria comunale, presso la Bper, per ritirare l’ingente somma, in conseguenza del mancato pagamento dei lavori per il megaparcheggio di Santa Maria di Collemaggio risalenti a oltre 20 anni fa.
Arriva, dunque, il primo nodo da sciogliere per il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che ha ereditato non pochi problemi dalle amministrazioni precedenti.
Tra l’altro, essendo l’ordinanza di assegnazione un titolo esecutivo, per ottenere la somma precedentemente pignorata dopo la sentenza di merito, il Comune non ha possibilità di opporsi.
Il megaparcheggio venne progettato ai tempi della giunta guidata dal sindaco Enzo Lombardi – ricorda Il Centro – e attivato durante il mandato di giunta con il sindaco Biagio Tempesta circa 15 anni fa, ma nessuna delle successive giunte ha saldato i conti.
La giunta dell’ex primo cittadino Massimo Cialente aveva recentemente avviato una transazione, ma l’intesa non era andata a buon fine. Il giudice di merito aveva condannato il Comune per i parcheggi sotterranei, il collegamento con la Statale 17, il percorso meccanizzato e il tunnel di collegamento con piazza Duomo.
La sentenza fu depositata due anni fa, seguirono una lunga serie di trattative e un anno fa sembrava si fosse trovato un accordo tramite pagamenti rateali, salvo poi non fare più nulla. La Impregilo, che aveva svolto i lavori insieme alla Imprepar, aveva contestato anche i tempi lunghissimi per completare i lavori, non imputabili ad essa.
Ma la controversia è stata molto lunga visto che è iniziata circa 12 anni fa ed è arrivata la sentenza di primo grado. Poi, una volta deciso il merito, le carte sono finite al giudice dell’esecuzione che, di fatto, ha consegnato i soldi all’azienda edile.
L’ente aveva anche impugnato in appello l’esecutività della sentenza, ma senza successo: nell’ipotetico caso in cui il verdetto fosse stato ribaltato, la Impregilo, azienda affermata, un colosso nel settore edile a livello mondiale, non avrebbe avuto alcun problema a restituire quelle somme all’ente locale in tempi brevi. Ma c’è dell’altro: parte dei lavori del megaparcheggio è stata eseguita anche dall’impresa Irti, che a quei tempi era attiva nel settore delle costruzioni, ma che poi è fallita.
Meno di un anno fa, infatti, il giudice del tribunale aveva dato ragione al curatore fallimentare di quella ditta, chiusa 12 anni fa, con un verdetto che impone di pagare quasi 10 milioni di euro.
La vecchia giunta comunale aveva incaricato con una delibera l’avvocatura municipale, rappresentata dall’avvocato Domenico de Nardis, di opporsi presentando un ricorso in appello. Inoltre, con un provvedimento collaterale, il giudice dell’esecuzione ha ordinato all’ente di erogare 18 mila euro a un dipendente comunale per ferie che non sono state pagate.
Briciole, dunque, rispetto alla voragine di debiti fuori bilancio che il Comune ora deve fronteggiare per controversie evitabili e perse in partenza.





