ROMA – “Siamo estremamente preoccupati per l’esponenziale aumento dei prezzi delle materie prime e energetiche e dell’inflazione, che ormai ha quasi raggiunto l’8% e la cui impennata è in gran parte dovuta proprio al caro energia”. Servono interventi rapidi altrimenti “molte piccole e micro imprese sono destinate a chiudere entro il primo semestre del 2023, con una conseguente drammatica perdita di posti di lavoro”.

Così Alessandro Franco, segretario generale di FederTerziario, in una nota.

“Alcuni settori sono particolarmente colpiti dall’aumento dei costi dell’energia – prosegue il segretario generale Franco – ad esempio i trasporti, il commercio al dettaglio, la ristorazione e gli alberghi, (che devono affrontare anche gli aumenti delle spese della logistica), che hanno visto, in alcuni casi, quadruplicata l’incidenza del prezzo dell’energia sui costi delle proprie attività imprenditoriali”.

Franco chiede “un’azione governativa che proceda immediatamente tassando gli extra profitti delle multinazionali per sostenere famiglie e imprese, fissando un tetto al prezzo del gas ed emanando misure di sostegno per le PMI, quale ad esempio il credito d’imposta sui costi delle bollette”.

“Queste motivazioni, conclude Franco, sono anche alla base di una protesta che Tni Italia, associazione del settore Horeca aderente a Federterziario, sta organizzando a Roma “per chiedere al governo aiuti concreti” e ricorda di star valutando l’opportunità di presentare un esposto all’Antitrust e all’Arera per evitare e contrastare speculazioni le cui conseguenze ricadono su cittadini e imprese”.