TERAMO – Rientra l’emergenza acqua nei comuni del teramano e del pescarese. L’erogazione dell’acqua potabile è ripresa nel Teramano dove nel pomeriggio di ieri, secondo dati dell’amministrazione provinciale, centomila utenze erano a secco a causa di una doppia rottura sull’adduttrice principale del Gran Sasso, nella frazione di Pastino di Tossicia.
Rientrata anche l’emergenza acqua potabile che ha interessato oggi almeno 35 mila persone, residenti in una decina di comuni del Pescarese, per una nuova rottura dell’adduttrice Tavo, dopo una frana nel comune di Farindola (Pescara), presumibilmente legata alle intense e incessanti piogge dei giorni scorsi. Lo fa sapere l’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca), sottolineando che i tecnici hanno concluso l’intervento di riparazione attorno alle 17 e sono iniziate le manovre di reimmissione dell’acqua. La regolare erogazione idrica, nelle abitazioni, dovrebbe riprendere nel corso della notte.
Nel frattempo però una seconda frana ha danneggiato l’adduttrice Tavo, diramazione Civitella Casanova (Pescara), provocando una perdita sulla condotta, ma non la totale interruzione. L’intervento di riparazione verrà eseguito domani e potrebbe essere necessario interrompere l’erogazione; disservizi potrebbero interessare circa 2.500 persone tra Civitella (contrade Vestea e S. Maria Mirabello), Montebello di Bertona (contrade), Vicoli (loc. Colle della Guardia) e Loreto Aprutino. “Salvo complicazioni o nuove emergenze – dicono all’Aca – a partire da domani l’emergenza sarà superata e tutti dovrebbero tornare ad avere regolarmente l’acqua”.
Per quanto riguarda il Teramano, la condotta riparata dai tecnici dell’azienda Ruzzo Reti spa è tutt’ora a rischio per la presenza di una perdita in prossimità della seconda riparazione, sulla quale si è deciso di intervenire con una sorta di ‘imbracatura’ – e non con una nuova interruzione dell’erogazione – dopo un sopralluogo a cui era presente anche il prefetto di Teramo Valter Crudo ed un geologo regionale, intervenuto su richiesta della Prefettura.
Resta alta la vigilanza su altri possibili cedimenti, perché la condotta resta sotto la spinta di una frana che non è improbabile sia stata provocata dalle infiltrazioni d’acqua dovute alla prima falla.
Per fare fronte all’eventuale ulteriore emergenza acqua – che riguarderebbe un’utenza di circa 150mila abitanti – il Prefetto di Teramo ha chiesto già da ieri al Dipartimento nazionale della protezione civile la disponibilità del più alto numero possibile di autobotti per l’approvvigionamento di acqua potabile e per i servizi. Con la ripresa dell’erogazione dell’acqua è venuta meno anche la necessità di tenere le scuole chiuse per evitare disagi agli studenti






