L’AQUILA – “L’emergenza  non accenna a finire, assomiglia molto all’emergenza sanitaria covid 19. Un totale fallimento delle giunte regionali che si sono susseguite da quella di Giovanni Pace dove c’era l’assessore Francesco Sciarretta, uno dei migliori in assoluto per l’agricoltura abruzzese. Tutti, agricoltori cacciatori, abbiamo pensato che con una giunta di destra le cose avrebbero preso una piega diversa, invece ci tocca rimpiangere il mio omonimo Dino Pepe“.

Così in una nota Dino Rossi, dell’associazione di allevatori e cacciatori Cospa.

LA NOTA COMPLETA

Già dall’approvazione del piano faunistico si era capito che l’allora neo assessore Emanuele Imprudente non era dalla parte né degli agricoltori e tanto meno dei cacciatori. Un piano faunistico totalmente fuori legge, approvato a voti unanime nonostante non rispecchi la legge 157/92 la quale prevede il 30% delle aree protette, invece noi siamo arrivati al 70% escludendo le aree urbane.

Questo è il vero problema dei troppi cinghiali cervi, caprioli e lupi, questi ultimi stanno massacrando anche le aziende zootecniche, oltre ai danni sulle culture danneggiate dagli ungulati. In pratica gli animali selvatici vengono sfamati da quelle poche aziende agricole rimaste in piedi. Stiamo ancora aspettando le risposte ufficiali sulla percentuale delle superficie delle aree protette, dall’ultima manifestazione davanti l’emiciclo.

Qualche tempo fa avevamo chiesto formalmente all’assessore di recuperare, in deroga come ha fatto il Molise le giornate caccia perse per le condizioni atmosferiche, ma siamo rimasti inascoltati. Faccio un esempio: con dieci giornate di caccia in braccata in più a 10 capi a squadra moltiplicato per le 100 squadre, ci sarebbero stati 1000 capi in meno su tutto l’Abruzzo. Un altro problema è che a livello nazionale si è modificata la Legge nel 2003 sulla caccia si è preferito sponsorizzare la caccia di selezione, invece di quella con i cani chiamata braccata molto più incisiva, avvaloravate da relazioni di professoroni di grandi cattedre, ma ignoranti di quello che accade sul territorio, come il nostro assessore.

Mi sembra di assistere al disastro del Vajont, quando vennero ignorate le osservazioni dei contadini del luogo, prendendo per buono le relazioni dei tecnici.

Il risultato lo conosciamo tutti!! Una regione quella abruzzese ormai diventata un covo di animali senza identità come si vede dalla foto, che nessuno fa nulla, ma le aziende pagano le spese che stranamente nessuno ripaga attenendosi al de minimis , ma in compenso nascono riserve e osai naturali in barba alla legge 157/92, finanziate con i soldi di tutti.

Si spera che inizi a cambiare la politica dell’assessore altrimenti ci mettiamo in moto per fare una petizione per chiedere le dimissioni di chi non ascolta le voci di chi vive il territorio.