PESCARA – “La pesca sconta di essere associata e dunque subordinata all’agricoltura, non ha un’autonomia di comparto quindi è difficile intervenire in maniera organica. Ci vorrebbe un Ministero del mare, perché no!”.
Lo dice Gianfranco Rotondi, capolista del centrodestra alla Camera nel collegio proporzionale Chieti-Pescara.
“Un Ministero del mare – spiega – significa attenzione alla pesca, attenzione allo sviluppo, tutela delle spiaggie, significa fare del mare la risorsa e la protezione, non solo ambientale, di tutta questa fascia, e quindi credo sia una tematica interessante da approfondire, anche fuori dalla campagna elettorale”.
“La politica sembra sorda e muta di fronte al lavoro e al futuro dei giovani – aggiunge poi Rotondi – invece deve parlare. Oggi è difficile contrapporsi al grido della furia antipolitica cui la gente si affida, per cui quando vede un politico più che un interlocutore, diventa un bersaglio. Io invece credo nella politica, vengo dalla Democrazia cristiana e ricorso agli abruzzesi che la Dc ha fatto di questa regione il simbolo e il modello virtuoso di un Mezzogiorno diverso”.
“Adesso credo che dobbiamo tornare a quella grande politica, altro che metterci a rincorrere giovanotti che pure fanno una cosa buona perché danno sfogo alla protesta, ma non possono essere la soluzione dei nostri problemi”.






