L’AQUILA – Il centrodestra candida alle comunali di Roma l’ex capo dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso, già commissario straordinario per l’emergenza terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009.

Spettatore interessato l’attuale prefetto della Capitale, Franco Gabrielli, che lo era dell’Aquila nei mesi caldi del post-sisma e poi è diventato suo vice in seno al Dipartimento, prima di ereditarne la poltrona.

“Avendo appreso che le motivazioni legate alle condizioni di salute di un suo carissimo familiare e che avevano indotto Guido Bertolaso a declinare l’invito a candidarsi per il Comune di Roma sono fortunatamente venute meno, il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il leader della Lega Matteo Salvini e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni hanno chiesto a Guido Bertolaso di voler guidare, nel ruolo di candidato sindaco, un’ampia coalizione di centrodestra aperta anche al contributo delle migliori risorse della società civile, del mondo delle imprese e delle categorie, delle professioni e del volontariato, una coalizione in grado di conquistare il più ampio consenso dei cittadini romani e di ridare a Roma il ruolo che merita nello scenario nazionale ed internazionale – si legge in un comunicato – La coalizione non potrebbe in ogni caso sostenere candidature che sono risultate divisive, volendo doverosamente privilegiare la propria compattezza”.

“Sono onorato della proposta che Berlusconi, Salvini e Meloni mi hanno formulato. Grazie al progressivo miglioramento delle condizioni di salute della mia adorata nipotina, che mi consentono di riacquisire la necessaria tranquillità, accetto questa nuova sfida”, ha replicato Bertolaso alla richiesta avanzata dai leader del centrodestra di candidarsi per il comune di Roma.

“Consapevole – prosegue Bertolaso in una nota da Londra – che sarà indispensabile l’impegno di tutti e sarà altrettanto fondamentale dedicare ogni energia e ogni sforzo, ogni giorno, per migliorare le condizioni di vita dei cittadini romani, per ridare decoro e prestigio ad una città ormai ridotta davvero in condizioni di emergenza. Per amore di Roma, per la sua storia e per il rispetto che i romani meritano”.

Una candidatura non avulsa, comunque, da incognite come il provvedimento giudiziario che ancora lo vede protagonista all’Aquila.

Bertolaso è sotto processo con le accuse di omicidio colposo plurimo e lesioni nel procedimento cosiddetto “Grandi rischi bis”, in sostanza per aver falsamente rassicurato gli aquilani prima della scossa delle 3.32.

Si tratta di un filone parallelo a quello che ha visto la condanna in primo grado a sei anni e l’assoluzione in Appello e Cassazione per sei dei sette esperti della commissione Grandi rischi: l’unica condanna con rinvio per i soli fini civili è stata inflitta all’ex vice capo della Protezione civile Bernardo De Bernardinis, che in secondo grado aveva preso 2 anni.

L’inchiesta satellite è nata in seguito a una clamorosa intercettazione telefonica in cui, in riferimento alla riunione svolta all’Aquila del 31 marzo 2009 dell’organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio (alla base del filone principale), con l’allora assessore regionale Daniela Stati, Bertolaso parlava di “operazione mediatica perché vogliamo rassicurare la gente”.

L’indagine intende chiarire se i componenti della Cgr rilasciarono le dichiarazioni rassicuranti che li hanno portati alla condanna in primo grado e all’assoluzione definitiva perché indotti a farlo proprio dal capo dipartimento che mirava a tranquillizzare la popolazione alle prese da mesi con uno sciame sismico.

Il processo è vicino alla prescrizione, essendo cominciato nella sua fase dibattimentale quasi 7 anni dopo i fatti.

A rallentarlo una lunga fase preliminare, nel corso della quale la procura della Repubblica con il pubblico ministero Fabio Picuti ha chiesto per due volte l’archiviazione, e due volte è stata negata per l’opposizione delle parti civili accolta dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella.

In seguito, con una procedura non frequente, la procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello ha avocato a sé l’indagine su Bertolaso, dividendola in due tronconi dopo ulteriori accertamenti: per i casi di alcuni decessi l’ex capo dipartimento è stato archiviato, per gli altri rinviato a giudizio. La prossima udienza è prevista per il prossimo 4 marzo.

In quei giorni riprenderà a Roma il processo sul G8 che lo vede accusato di aver facilitato appalti in cambio di favori.

“Aveva talmente fretta di fare chiarezza che ha perfino fatto richiesta di giudizio abbreviato, che non è stato ammesso, altrimenti sarebbe già finito 3 anni fa – svela il suo avvocato, Filippo Dinacci – Conosciamo tutti Bertolaso, sappiamo quanto rispetto istituzionale abbia, tanto più verso la magistratura. I processi a Roma e L’Aquila li affronterà serenamente, ma ovviamente si difenderà”.

L’inchiesta G8 si trova in fase dibattimentale, “abbiamo concluso l’ascolto dei testi accusa e c’è stato l’esame imputati, Bertolaso ha reso un ampio interrogatorio. Ci sono ora i testi della difesa e poi si andrà a conclusione – continua Dinacci – Abbiamo una lista testi abbastanza robusta, ma abbiamo interesse che quanto prima si decida e siamo disposti a rinunciare”.