L’AQUILA – “Scassare il bipolarismo italiano è un vero e proprio attentato nei confronti della modernità e di quanto abbiamo realizzato in questi anni”.

Gaetano Quagliariello, vice presidente vicario dei senatori del Popolo della libertà, ricandidato per palazzo Madama in Abruzzo dietro il leader nazionale, Silvio Berlusconi, è convinto della necessità di seguire l’esempio europeo in cui “si confrontano un partito liberale e uno socialdemocratico” e di “rimettere mano alla Costituzione”.

“Abbiamo un sistema e uno Stato che funzionano male – spiega – bisogna dare ai cittadini la possibilità di eleggere direttamente il presidente della Repubblica, questo vorrebbe dire mettere da parte ai partiti e dare a chi ci rappresenta in Europa una forte legittimazione”.

“Poi – aggiunge il senatore – va superato il bicameralismo con le leggi che viaggiano tra un ramo e l’altro del parlamento e i tempi che si allungano all’infinito”.

Quagliariello affronta anche la questione relativa alla “concorrenza al centro” di Mario Monti: “i grandi poli rimangono due, da una parte il sinistra-centro guidato da Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola, entrambi ex comunisti, e dall’altra il centrodestra, poi ci sono le proposte di Beppe Grillo, e il ‘centrino’ di Monti, con lui è finita male perché invece di fare appello ai moderati ha sbarrato la strada al Pdl e si è proposto come ruota di scorta di un eventuale governo di sinistra nel caso in cui non ci sia la maggioranza in Senato”.

“Monti e Bersani – sottolinea – marciano divisi per tassare uniti”.

In ultimo, Quagliariello rifiuta il marchio di “paracadutato”: “ho abitato dieci anni all’Aquila, in una bellissima casa sotto la scalinata di San Bernardino, e l’Abruzzo lo conosco bene perché qui sono stato commissario del Pdl, è una regione che ho sempre seguito con interesse e amato profondamente”. (pi.bi.)