L’AQUILA – Potrebbe essere Francesco Prosperococco l’asso nella manica del sindaco uscente dell’Aquila Massimo Cialente.
Il nome dell’ex dirigente della Camera di Commercio sarebbe la soluzione “esterna” alla quale il primo cittadino sta lavorando per trovare l’unità del centrosinistra e far superare al Partito democratico l’impasse che ormai da settimane lo tiene fermo alle consolidate ipotesi di candidatura.
Con le primarie che sembrano ormai sfumate, non fosse altro per i tempi che ormai stringono, e senza nessuno dei papabili disposti a fare un passo indietro, ma in alcuni casi neppure avanti, la soluzione “esterna” potrebbe rappresentare la chiave di volta.
Attualmente direttore del Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali (Cresa) delle Camere di Commercio, Prosperococco è storicamente vicino al centrosinistra.
Malumore diffuso, intanto, nel Pd dopo l’infruttuosa assemblea di ieri pomeriggio, una segreteria allargata alla direzione, disertata dai vertici: non c’erano né il sindaco, né la senatrice Stefania Pezzopane, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci e il vice presidente della Regione Giovanni Lolli.
La discussione, che ci si aspettava si concludesse con delle decisioni che non sono arrivate, è stata aperta dal segretario comunale Stefano Albano, che secondo quanto appreso, in un incontro informale con Americo Di Benedetto, tra i papabili alla candidatura a sindaco, venerdì scorso avrebbe garantito al presidente della Gran Sasso Acqua spa che quella delle primarie resta la strada per scegliere il candidato.
Una soluzione per la quale il segretario sarebbe determinato ma che a molti di coloro che sono vicini a Di Benedetto è apparso più come un modo per tenere buono il “renziano della prima ora”, che secondo alcuni rumors delle ultime settimane, starebbe meditando lo strappo con il Pd e la corsa in solitaria alle elezioni.
Nella sua relazione, Albano avrebbe dato per assodata la partecipazione alla coalizione della cosiddetta “Cosa rossa”, costituita, tra gli altri, da Giustino Masciocco di Sinistra italiana e Luca D’Innocenzo che ha dato vita all’associazione Territorio collettivo, mentre addirittura per scontata quella di Rifondazione comunista, che seppur divisa al suo interno, con l’ala oltranzista di Enrico Perilli disposta ad un sostegno solo qualora il candidato dovesse essere Lolli e quella più possibilista che fa riferimento all’assessore Fabio Pelini favorevole all’ipotesi Pietrucci, verrebbe considerata senza dubbi parte della coalizione sin dal primo turno.






