L’AQUILA – “Ricostruire in sicurezza al 100% tutte le prime case delle famiglie che ancora abitano i quartieri dormitorio del progetto C.a.s.e. per poter riabitare il centro storico della città. Ricostruire in sicurezza al 100% le case popolari, in quanto anche queste abitazioni, pur non essendo di proprietà sono tutte prime case di chi le ha abitate, perché non possiede altra dimora”.
Sono le priorità di Antonio Congeduti e Alina Carabus, candidati nella lista “Progetto Trifuoggi per L’Aquila” a sostegno di Nicola Trifuoggi.
“In questo modo – dicono – si riabiterebbe il centro storico e si rivitalizzerebbe l’intera città di L’Aquila”, dice.
“Ricostruire in sicurezza al 100 per cento le scuole (materne, medie, superiori ed Università) perché i nostri figli siano tranquilli a studiare e siano consapevoli che la società li custodisce e li prepara per il domani; difendere il ruolo di città capoluogo dell’Abruzzo potenziando tutte le amministrazioni centrali e periferiche e difendendo le eccellenze della Asl n.1, la nostra storica Azienda sanitaria di L’Aquila – proseguono elencando le priorità – Bisogna scrivere il Piano di ricostruzione sociale per programmare governando dal Municipio, l’utilizzo del 4% dei fondi per le attività, sia quelle artigianali che quelle commerciali, sia le attività agricole locali che quelle dell’allevamento, in primis la pastorizia”.
“Bisogna altresì progettare appropriati piani di intervento industriale per incrementare la produzione di nicchia ed ottenere una superiore qualità del prodotto. Bisogna attingere al 4% per le attività sociali e culturali, per la promozione dello sport e del turismo, per ricostituire e rigenerare l’appartenenza alla comunità, affondando le radici negli usi e nei costumi delle tradizioni popolari che ci caratterizzano nel mondo”.
“Applicare la legge del 2% nella ricostruzione pubblica per abbellire con l’arte la città, rigenerando l’armonia del senso estetico a complemento delle bellezze classiche che ci promuovono in tutto il mondo, e per dare credito alla richiesta di tutela avanzata alla Commissione dell’Unesco”, concludono Congeduti e Carabus.






