L’AQUILA – Ancora un botta e risposta elettorale all’Aquila con sullo sfondo il contact center Inps-Inail-Equitalia, la cui commessa sarà assegnata con un nuovo bando di gara, in vista delle amminsitrative di dopodomani, domenica 11 giugno.

Dopo le polemiche per le pesanti accuse, rispedite al mittente con tanto di minaccia di denuncia, di, tra l’altro, invio di sms e messaggi WhatsApp con presunte promesse di lavoro ai dipendenti del contact center e a chi aveva presentato un curriculum mosse da Michele Malafoglia, candidato di Fratelli d’Italia a sostegno del candidato sindaco del centrodestra Pierluigi Biondi, all’ex presidente del Consorzio Lavorabile, Venanzio Cretarola, candidato nella lista Socialisti popolari a sostegno di Americo Di Benedetto e presidente dell’associazione Lavori@mo per L’Aquila, arriva il botta e risposta tra Cretarola e la dipendente del sito aquilano Noemi Cellammare, che è candidata nella stessa lista di Malafoglia.

Lo scambio di battute tra i due è avvenuto su Facebook. 

“Sono certo che anche Noemi Cellamare, dipendente di Lavorabile e candidata nello stesso partito del sig. Malafoglia – le parole di Cretarola – di cui costui è candidato e segretario comunale, vorrà pubblicamente prendere le distanze dalle vergognose menzogne su di me che questo signore ha inviato a tutta la stampa. Noemi sa bene che di menzogne si tratta. Vero?”.

Cellammare, dal canto suo, ha liquidato la vicenda con un “Sono convinta che i toni e gli argomenti trattati sono amplificati dalla competizione elettorale in atto come d’altronde viene fatto regolarmente anche dagli altri soggetti elettorali”, dopo aver precisato che “Mi sono sempre comportata in maniera elegante, specialmente per quanto riguarda la mia candidatura. Non ho mai lavorato contro di te. Ti ho sempre riconosciuto grandi competenze ed una tenacia da leader allo stesso tempo ascolto e osservo quello che accade e mi faccio delle personalissime idee e considerazioni che non ho mai nascosto”.

Per tutta risposta, Cretarola ha dichiarato che “Se un mio compagno di cordata avesse diffamato qualcuno, io per primo lo avrei redarguito; altrimenti non sopporterei di far parte della stessa cordata”, sottolineando che “Non è ammissibile fare campagna elettorale infangando gli altri, anzi solo me, evidentemente non avendo null’altro da dire. Non è possibile tacere quando chi lo fa è il portavoce del tuo partito che inoltre offende le tue colleghe che, come te, si sono candidate. Sono certo che tu non pensi affatto che siano state ‘costrette’ a farlo. Prendo atto che tu non ritieni necessario esprimerti sul contenuto calunnioso delle affermazioni di quel signore, pur avendo anche tu la certezza che di calunnie si tratta”.

Le polemiche per la prima puntata della vicenda, quella tra Cretarola e Malafoglia, che qualche strascico lo ha lasciato anche all’interno del contact center, avevano portato una dipendente e candidata dei Socialisti e popolari, Francesca Fantasia, a chiedere pubblicamente “Come mai la mia candidatura, oltre a quelle delle mie altre colleghe, fa così scalpore ma nessuno dice che abbiamo altri cinque candidati di altre liste nello stesso posto di lavoro?”.

Nei giorni scorsi, per comprendere il livello di preoccupazione all’interno del contact center, alcuni lavoratori si sono organizzati con una raccolta firme (oltre 300 quelle raccolte), per costringere i rappresentanti sindacali a un incontro pubblico insieme a loro e a Cretarola, dopo un periodo di forti contrasti con da una parte Cgil e Uilcom e dall’altra Cisl e l’associazione Lavori@mo per L’Aquila.

L’incontro c’è stato, ma l’unità sindacale richiesta a gran voce dai lavoratori non è ancora sancita ufficialmente.