L’AQUILA – “Americo Di Benedetto è una grande risorsa del Partito democratico che, però, politicamente interpreta un neocentrismo che non interpreta le voglie e le speranze del popolo della sinistra aquilana”.
L’avvertimento che arriva dai microfoni di AbruzzoWeb è del presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, Carlo Benedetti, che, chiamato a intervenire nel dibattito già in corso sull’aspirante sindaco del centrosinistra alle Amministrative del 2017, evidenzia come quella stessa sinistra aquilana “avrà sicuramente un candidato alle primarie, se non sarà Giovanni Lolli ci sarà sicuramente un altro”.
Secondo uno scenario ormai molto considerato negli ambienti del centrosinistra cittadino, è probabile che quell’”altro” possa essere lui stesso, anche se Benedetti elude la domanda diretta.
“Il prossimo sindaco dovrà avere competenza, esperienza, radicamento in città e carattere. Poi ci possiamo aggiungere la riconoscibilità politica, che ha ancora il suo valore – spiega – Traccerei questo identikit prima di parlare dei candidati”.
Esclusa una guerra generazionale, “in realtà sarebbe tra 45enni e 50enni ed è una contrapposizione che non esiste”, fa notare, evidenziando quindi una contrapposizione politica più che anagrafica.
La sensazione è che, qualora il vice presidente della Giunta regionale si decida al grande passo, metterà tutti d’accordo e a quel punto anche la partecipazione di Di Benedetto alle primarie sarebbe un salto nel buio.
Questo perché, conferma Benedetti, “Lolli è l’intelligenza e il buon senso allo stato puro, ha la capacità di essere nuovo e di esperienza, ed è quello che metterebbe d’accordo tutte le persone che nel Pd contano, è un candidato imbattibile alle primarie”.
Il problema è che “sono tutti d’accordo tranne lui, va convinto perché sta facendo un’esperienza molto buona in Regione e questa città non può perdere quella postazione importante”, rimarca ancora il presidente del Consiglio degli ultimi nove anni.
L’alternativa a Lolli, quindi, non può che essere un’altra candidatura, dal momento che “la sinistra è molto diffusa, sia all’interno del Pd sia in città. Una sinistra che pesa e che non mancherà di far sentire il suo peso”.
Quanto a Di Benedetto, oltre all’eccessivo centrismo (“D’altronde viene dall’Udeur di Clemente Mastella e Mimmo Srour”, rimarca Benedetti a microfoni spenti), è che ha “una storia personale da leader di un territorio più che di una città. Detto questo – il riconoscimento – la sua ambizione personale è ammissibile e va considerato come uno degli uomini migliori su cui la città può puntare”.
È comunque ancora molto presto. La stoccata finale è per chi verso il 2017 già si sta muovendo e pesantemente.
“Questo è il momento delle autocandidature, ma noi siamo ancora impegnati appieno nell’attività amministrativa, pensiamo agli elenchi della ricostruzione e all’asse centrale: il tempo di fare campagna elettorale ce l’ha solo qualche fortunato”, conclude Benedetti.





