L’AQUILA – “Noi siamo la Lista lavoro e libertà, quindi 3l. Siamo ospiti della Lega all’interno del simbolo, da Roma in giù non si vota Lega, ma si vota Giulio Tremonti“.
Lo specifica subito Antonio Iannarilli, candidato con il numero 2 al Senato in Abruzzo nella lista che ha il simbolo del Carroccio, subito dietro all’ex ministro dell’Economia ai tempi del governo Berlusconi. E spiega i punti innovativi del programma tremontiano.
“Fare in modo di attuare norme che salvaguardino chi sta a reddito fisso – snocciola – Nel nostro programma due cose semplici ma geniali. La prima, inserire in busta paga la quota tfr del mese. Chi prende 1.500 euro lordi si troverà 150 euro in più, significa mangiare una pizza con la famiglia o comprare un paio di scarpe”.
“La seconda, se un’azienda assume un dipendente al di sotto dei 25 anni di età, automaticamente viene detassato il dipendente più anziano, che è quello che costa di più all’azienda, vuol dire decrementare la disoccupazione in modo molto semplice”, prosegue.
Critiche alla politica locale. “Chi ha governato l’Abruzzo come il Sud non è stato bravo, ma incompetente e incapace – sbotta Iannarilli – Noi rimandiamo indietro il 70% dei fondi che ci arrivano da Bruxelles. E vanno finanziare le autostrade tedesche, le banche del Belgio”.
Già pronta la contromossa, “faremo un centro studi di formazione nel quale insegneremo ai nostri eletti le norme giuridiche comunitarie affinché siano in grado di chiedere e gestire somme da Bruxelles”.
Inevitabile un commento su Gianfranco Fini, in passato sposato con la cugina di Iannarilli. “Gli voglio veramente bene, è un amico a livello personale. Però ha fatto un danno al centrodestra gravissimo per un politico della sua levatura. Non ne ho mai compresi i motivi”, conclude. (alb.or.)





