L’AQUILA – “La fase dell’emergenza è stata gestita in maniera eccezionale dall’allora governo di centrodestra, dal governo Monti in poi le problematiche relative ai processi della ricostruzione, alla facilità di ottenere il finanziamento annuo per procedere nella ricostruzione, non solo materiale, è sempre stato un enorme problema. La dimostrazione sta anche nel fatto che nonostante L’Aquila abbia subìto il peggiore terremoto degli ultimi cento anni e nonostante sia definito ancora il cratere più grande d’Europa, l’intera filiera del Partito democratico che ha guidato il Governo, la Regione, la Provincia e il Comune, e addirittura ha anche una senatrice del territorio, non ha saputo dare nessun tipo di risposta alle mille problematiche”.

Lo afferma Luigi D’Eramo, assessore comunale dell’Aquila, candidato alla Camera con la Lega-Salvini Premier nel collegio proporzionale L’Aquila-Teramo.

“Addirittura – continua riferendosi al Pd – si sono fatti imporre un sottosegretario dell’Emilia Romagna che non conosce questo territorio, che non lo ha mai compreso e che quando ha potuto ha sicuramente avvantaggiato la regione di sua provenienza”.

“Cosa accade se dalle elezioni nessuno ottiene la maggioranza? Innanzitutto concentriamoci per arrivare alla fatidica soglia del 40 per cento per avere una maggioranza in entrambi i rami del Parlamento e Matteo Salvini presidente del Consiglio – dice D’Eramo – ma qualora questo non dovesse accadere è di tutta evidenza che non si può tradire la volontà popolare mettendo in piedi governicchi, magari anche in maniera trasversale, di cui l’Italia non ha bisogno”. (m.sig.)