L’AQUILA – “Stefania Pezzopane sarà eletta sicuramente, penso che insieme riusciremo a fare un buon lavoro. Questo non vuol dire essere conniventi o amici ma avere a cuore lo stesso problema”.

Così dai microfoni di AbruzzoWeb il candidato con il numero 2 in Abruzzo nella lista dell’Unione di centro per la Camera alle prossime elezioni, Giorgio De Matteis, lancia un’inedita e per certi versi sorprendente alleanza con la capolista al Senato del Pd, con cui a livello di politica locale si è spesso scontrato.

“Lavorare per la ricostruzione a livello trasversale con gli altri parlamentari sarà un mio impegno preciso”, spiega De Matteis, che cita anche Giovanni Lolli, “bene o male negli anni scorsi ha lavorato, anche se i corridoi del ‘palazzo’ li conosco meglio di lui”.

Bordate, invece, per altri esponenti, come quelli del Popolo della libertà che parlano di un sottosegretariato per la ricostruzione. “Qualcuno si è accorto nel Pdl che c’è un problema all’Aquila? Dopo le ultime amministrative pensavo fosse archiviato per loro – afferma ironicamente Gdm – Serve una rappresentanza abruzzese al governo che faccia valere le ragioni di una regione e, all’interno di queste, la priorità è L’Aquila. Negli ultimi due anni c’è stata una clamorosa assenza, oggi qualcuno si ripresenta ma farebbe meglio a non venire”.

Bocciato anche il ministro uscente per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, che ha guidato la ricostruzione per conto del governo Monti, per il quale ora De Matteis è candidato.

“Cialente ne ha parlato come se fosse un uomo indicato dal Partito democratico, non è stata una bella presentazione – ricorda – E poi non ho condiviso le modalità con cui ha gestito, assieme all’amministrazione ha fatto una grande confusione. Oggi ci ritroviamo con due uffici che ancora non partono, con la ricostruzione bloccata e i soldi che non ci sono”.

“La prossima legislatura sarà fondamentale dell’Aquila – conclude – In primis perché i soldi non ci sono più, come avevo cercato di far capire all’amministrazione e ai parlamentari. Molti di questi che oggi si ripresentano, di fronte alla necessità di intervenire sono rimasti molto distanti. La priorità è un flusso di denaro adeguato”.