L’AQUILA – “Al di là del luogo di nascita del candidato Martino, dopo aver stravinto le ultime elezioni comunali sia all’Aquila sia ad Avezzano, parte integrante del collegio, ci si sarebbe aspettati un’attenzione e una considerazione ben diverse”.
Lo afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale dell’Aquila, Giorgio De Matteis, contestando la candidatura alle prossime elezioni politiche del 4 marzo, per la coalizione di centrodestra, nel collegio maggioritario alla Camera, dell’imprenditore pescarese Antonio Martino, considerato renziano per la partecipazione alla Leopolda nel 2014 e alcune interviste.
“Ancora una volta, gli uomini che hanno conseguito i grandi risultati alle Amministrative, che nulla hanno a che vedere con le segreterie nazionali e regionali, devono essere rappresentati da persone sulle quali nulla quaestio dal punto di vista umano, ma ci sarebbe molto da dire sul piano politico”.
Per fare un esempio, De Matteis fa riferimento alla prima intervista rilasciata da Martino ad AbruzzoWeb, nella quale ha parlato di alcune idee programmatiche, come il rilancio turistico della montagna aquilana attraverso uno skipass unico.
“Quello va benissimo, ma tra i tanti problemi che ha L’Aquila ha citato il minore in termini di importanza e questo non dà una sensazione positiva – obietta De Matteis – La città merita ben altro in termini di considerazione politica e anche per i prossimi appuntamenti della ricostruzione servirebbe un più alto livello di discussione”.
Gdm parla anche delle scelte del suo partito, Fratelli d’Italia. “È vero che come capilista ci sono due chietini, Sigismondi e Tavani, ma nel nostro collegio c’è Morra che è un amico e una persona capace – assicura – Ha fatto tantissimo come assessore regionale ai Trasporti e subito sotto di lui c’è Carla Mannetti, mentre numero 2 al Senato è Ersilia Lancia: insomma, a differenza di altri non siamo in condizioni di non avere speranze”.
“Si lavora per dare all’Aquila una rappresentanza politica in Parlamento più adeguata alle necessità – conclude – Il 5 marzo arriva per tutti e ognuno dovrà assumersi la responsabilità di ciò che dice e che fa”.




