BARETE – “Andremo compatti alle prossime elezioni amministrative, e nella nostra maggioranza non c’è nessuna crepa. È comunque ancora presto per dire chi sarà il nostro candidato sindaco”.
Parola di Alfredo Cervelli, esponente di maggioranza al Comune di Barete e che assieme a Rodolfo Morano, Mario Fioravanti e Claudio Gregori sostiene il sindaco, Leonardo Gattuso, al secondo mandato e che in molti danno pronto a candidarsi alle amministrative di primavera per un terzo.
Ad agitare le acque nel piccolo comune dell’alto Aterno aquilano, colpito dal sisma del 2009 e anche da quello del 2016, una nota di “cittadini delusi”, in cui si lanciano dure accuse al sindaco, si mette in dubbio la compattezza della maggioranza, e si accusa di “complicità” un’opposizione definita “inesistente, inizialmente di sinistra, e che ora sembra pronta a schierarsi con la lista uscente di destra”.
Cervelli ad AbruzzoWeb ribatte a muso duro: “Non escludo che ci siano cittadini delusi del nostro operato, non siamo perfetti e siamo in democrazia, però sarebbe stato opportuno metterci la faccia, e nome e cognome in calce a questa nota”.
Anche perché, insinua, “il sospetto è che dietro ci sia piuttosto qualcuno che ha precise ambizioni politiche”. Alla domanda su chi sia costui, Cervelli si limita a dire, sibillino, che “potrebbe essere un esponente dell’opposizione all’attuale opposizione”.
Infine Cervelli smentisce categoricamente che la ricostruzione sia al palo, o in forte ritardo. Come riferito da questa testata, dal giugno 2011 sono ancora commissariati però oltre 70 aggregati edilizi, prima affidati al presidente dei Beni separati di Tempera, Sergio Iovenitti, poi, dopo le sue dimissioni, il 22 dicembre scorso, con decreto sindacale del primo cittadino, agli avvocati Stefania Pastore, Lucio Leopardi e Luisa Leopardi.
“Siamo quelli messi meglio nell’area omogenea, nonostante due terremoti subiti. Abbiamo approvato in tempi stretti il piano di ricostruzione – rimarca Cervelli – È vero ci sono molti aggregati commissariati, a causa dell’inerzia dei proprietari, ma questa evenienza va letta come un segno di celerità, non del suo contrario”.
“Si è trattata di una situazioni particolare, dovute al disinteresse di persone poco o nulla motivate a ricostruire le loro case. E poi sono subentrati problemi di carattere normativo”, conclude.





