L’AQUILA – Dodicimila posti persi nell’ultimo anno in Abruzzo e più di 30 mila persone in cassa integrazione.
Sono i numeri allarmanti diffusi dai lavoratori del settore delle costruzioni che da questa mattina stanno tenendo un presidio di protesta davanti il palazzo dell’Emiciclo, all’Aquila, in occasione della seduta del Consiglio regionale.
In circa un centinaio sono arrivati questa mattina da tutta la regione per “sollecitare le istituzioni e chiedere risposte immediate”, spiega Pietro Di Natale, Filca Cisl L’Aquila: “In un periodo come questo, in cui c’è grande bisogno di persone pronte a lavorare per la fase di ricostruzione, abbiamo ancora parecchie migliaia di lavoratori in cassa integrazione, che prendono i soldi per rimanere a casa”.
“Chiediamo di avere fondi affinché la ricostruzione si sblocchi – aggiunge Dovi Aloumow, della Fillea Cgil – tutto è fermo nonostante questo sia il cantiere più grande d’Europa”.
Una delegazione dei manifestatnti ha chiesto un incontro con il presidente della Regione, Gianni Chiodi, “a cui chiederemo di intervenire per recuperare i ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione, snellire le procedure burocratiche e agire per la semplificazione amministrativa – siega Lucio Girinelli, rappresentante di Filca Cisl – Vogliamo, inoltre, che siano facilitate le imprese nell’accesso dei fondi e migliorate le norme di sicurezza”.
Al sindacato di Feneal Uil è iscritto Krum Urdov, bulgaro, residente in italia da 25 anni, che ritiene che “nelle casse della Regione ci sono soldi sufficienti per ricostruire la città, ma non vengono sbloccati”.






