L’AQUILA – La gestione dei rifiuti, anche in Abruzzo, continua a provocare polemiche a non finire non solo politiche, ma anche fra territori.
Dopo le battaglie campali contro la realizzazione dei termovalorizzatori, ipotesi ora depennata nel Piano regionale di cui ha paternità il sottosegretario con delega all’Ambiente Mario Mazzocca, ad aver nuovamente riscaldato gli animi è stato l’arrivo in Abruzzo dei rifiuti di Roma.
Questo cambio di direzion, ha provocato non pochi problemi, creando una situazione di emergenza per 90 giorni e per una quantità massima di 39 mila tonnellate distribuite su tre strutture a Chieti, Sulmona (L’Aquila) e Aielli (L’Aquila).
Per avere una visione più ampia e informata sulle corrette e futuribili gestione dei rifiuti, AbruzzoWeb ha interpellato un’esperta in materia, Stefania Martelli, ingegnere ambientale, che lavora in qualità di tecnico ambientale presso l’Ufficio Commerciale di Avr spa, società che opera in tutta Italia nella filiera dei rifiuti.
In particolare, gestisce a Roma il ritiro dei rifiuti ingombranti attraverso una piattaforma di prenotazione unica ed innovativa con operatori fisici localizzati presso la Piattaforma di Guidonia Montecelio, il cui impianto è conosciuto soprattutto perché permette il recupero di materiali utilizzabili nell’edilizia dallo spazzamento stradale attraverso la tecnologia del soil-washing.
Un altro servizio che il gruppo Avr fornisce è il Global Service, in particolarea Fara in Sabina, in provincia di Rieti, Avr ha vinto il premio “Best practice patrimoni pubblici 2017”, conferito da Patrimoni Pubblica amministrazione net, in collaborazione con Forum Pa e Terotec.
L’intervista parte da una una semplice calcolo: ogni persona in Italia produce in media 500 chili all’anno di rifiuti. Moltiplicando la cifra per 85 anni (aspettativa media di vita) e per circa 63 milioni, pari al numero di abitanti in Italia, si superano i 2.500 miliardi di chili di rifiuti prodotti.
In queste settimane con l’esplodere dell’emergenza a Roma torna di scottante attualità la gestione dei rifiuti nel nostro Paese. Quali sono le strategie di breve termine per evitare tali emergenze?
Non si può parlare di strategia a breve termine in Italia, perché i risultati sarebbero solo interventi “tampone” finalizzati ad arginare momentaneamente il problema. Più significativa potrebbe essere invece una strategia a medio termine, capace di rispettare l’ordinamento per la gestione dei rifiuti delineata a livello europeo e che vede al primo posto la prevenzione, secondo cui il miglior rifiuto è quello non prodotto. Seguono altre strategie significative come l’aumento della raccolta differenziata in termini quantitativi e qualitativi, il recupero di energia ed infine, solo come ultima possibilità, le operazioni di smaltimento in discarica.
Nel lungo termine invece?
In questo caso, la strategia che andrebbe adottata è quella di creare nuove possibilità di recupero portando avanti il binomio “sviluppo tecnologico e pianificazione impiantistica locale”.
Il Gruppo Avr, ad esempio, agisce a diversi livelli. Supporta e partecipa attivamente alle iniziative di prevenzione dei rifiuti, come la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, progetta ed implementa servizi di igiene urbana efficaci ed efficienti, come raccolta differenziata porta a porta e pulizia del territorio, garantendo e ove possibile superando il raggiungimento del risultato atteso dalla committenza. Questi risultati sono raggiunti sia attraverso soluzioni tecnologiche innovative, che consentono la tracciabilità puntuale dei conferimenti da parte dei cittadini, e l’implementazione di meccanismi premianti per i cittadini virtuosi secondo il principio “chi inquina paga”, sia attraverso iniziative di sensibilizzazione che mirano a creare consapevolezza e rispetto delle risorse offerte dal territorio in cui si vive. Un esempio calzante di iniziativa rivolta alla cittadinanza è Let’s Clean Up Europe. Una scelta che l’azienda ha fatto nella direzione dell’economia circolare è stata l’avvio e la gestione delle tre piattaforme per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti, di cui quella di più recente costruzione a Guidonia Montecelio.
Che ruolo riveste nello specifico la raccolta differenziata?
La raccolta differenziata è indispensabile: differenziare è un passo propedeutico per il recupero della materia e per la salvaguardia del pianeta. Differenziare correttamente oggi è facile perché ci sono tanti strumenti per conferire nel modo corretto, ad esempio il dizionario dei rifiuti su cui Avr ha dedicato una sezione all’interno di DifferenziApp, l’applicazione per smartphone a disposizione gratuitamente su Play Store e Apple Store, con lo scopo di guidare l’utente a gettare i rifiuti nel giusto contenitore. Ogni persona che possiede un bene che ha intenzione di gettare, dovrebbe ragionare sugli effetti che la propria azione ha sul territorio. Differenziare nel modo corretto infatti consente di ridurre il rifiuto indifferenziato e il suo impatto ambientale e di ottenere “materie prime seconde” che possono essere riutilizzate come materie prime in nuovi processi produttivi, in sostituzione alle materie prime vergini.
La raccolta differenziata costa di più rispetto al conferimento in discarica: è vero?
L’esperienza dimostra come la raccolta differenziata porta a porta sia un metodo di raccolta ottimale in termini di costi-benefici, permettendo di raggiungere alti livelli di qualità del rifiuto raccolto, un alto tasso di raccolta differenziata ed una notevole riduzione dell’impatto ambientale ad un costo inferiore rispetto al conferimento del rifiuto in discarica. Il motivo è che, se da una parte aumentano i costi della manodopera relativa al servizio di raccolta porta a porta, dall’altra diminuisce la quantità di rifiuto indifferenziato da inviare in discarica e quindi i relativi costi di smaltimento.
Quanto è importante l’utilizzo delle nuove tecnologie per la gestione dei rifiuti?
L’impiego e la diffusione di nuove tecnologie è molto importante su tutta la filiera di gestione dei rifiuti. Nei servizi di igiene urbana gioca un ruolo di primo piano la raccolta differenziata intelligente, cioè la raccolta svolta attraverso dispositivi portatili in dotazione agli operatori, o in alternativa installati sui mezzi adibiti alla raccolta. Questi dispositivi permettono di individuare a archiviare il numero di volte che ogni cittadino espone il contenitore dei rifiuti indifferenziati, garantendo un servizio di pagamento ad hoc per ogni cittadino. La tecnologia è fatta per aiutarci, semplificandoci la quotidianità, per questo il Gruppo Avr, per offrire un servizio eccellente, utilizza software di tracciamento satellitare dei veicoli e monitora costantemente la propria flotta aziendale per programmare il servizio di raccolta e spazzamento in modo adeguato al territorio servito. Anche nell’ambito degli impianti la tecnologia consente di ottenere maggiori efficienze, provocando una riduzione del costo di trattamento per ogni tonnellata di rifiuto in ingresso. Il tutto si traduce in risparmio sulla bolletta dei cittadini.
Voi riuscite a recuperare anche i rifiuti stradali, evitando così che vadano in discarica. Quanto sarebbe importante estendere questa buna pratica ovunque?
Rimuovere i rifiuti abbandonati sul territorio stradale è molto importante per evitare quanto previsto dalla “brokenwindowstheory”. la teoria delle finestre rotte, secondo cui, se in un quartiere viene rotta una finestra e non viene riparata, è molto probabile che ben presto altre finestre vengano rotte fomentando una spirale distruttiva. Non intervenire sugli abbandoni dei rifiuti stradali provocherebbe un potenziamento del fenomeno, conducendo il territorio ad uno stato di crescente degrado e con tutti gli effetti negativi che ciò comporta.
Al fine di limitare la creazione di punti di abbandono sul territorio, il Gruppo Avr propone una gestione efficiente dei Centri comunali di raccolta attraverso il presidio dell’operatore, un servizio di call center con numero verde gratuito per gli utentie sostiene attività di comunicazione ambientale di respiro nazionale quali ad esempio la Keepclean and Run, #pulisciecorri. Possiamo affermare che il percorso per la riduzione dei rifiuti in genere è in salita, ma negli ultimi anni sono stati fatti moltissimi passi avanti grazie anche al contributo delle istituzioni e dei cittadini virtuosi.
Cosa si deve intendere esattamente per “economia circolare”, concetto centrale in molti piani di gestione dei rifiuti regionali, compreso quello abruzzese?
L’economia circolare è un nuovo modo di vedere i sistemi e i processi produttivi in cui il risultato (il prodotto) non è lo step finale ma solo un punto di passaggio. L’economia circolare è un metodo che si ispira ai processi naturali, nei quali non esistono scarti ma solo nuove risorse o opportunità. La crescente consapevolezza che il nostro pianeta è un sistema chiuso e con risorse limitate ha permesso l’affermarsi del nuovo sistema economico, confinando l’economia tradizionale, perché non sostenibile. La transizione dall’economia tradizionale fondata sul paradigma “dalla culla alla tomba” ad un’economia circolare fondata sul nuovo paradigma “dalla culla alla culla” sta portando seppur gradualmente le aziende, le istituzioni e i cittadini verso nuove opportunità economiche e sociali.
Possiamo fare esempi concreti?
Un esempio calzante è il rifiuto da spazzamento stradale dal quale si ottengono sabbia, ghiaino, ghiaietto, che possono essere impiegati nei settori dell’edilizia e delle infrastrutture evitando l’impiego di materia prima vergine, e ancora il fresato d’asfalto cessa di essere rifiuto e può essere impiegato come materiale costituente per nuove miscele bituminose, oppure dal recupero dei pneumatici fuori uso (Pfu), si ottengono polverino e granulo utilizzati per la realizzazione di asfalti, di guaine fonoisolanti per l’edilizia, di pavimentazioni sportive, eccetera. Gli esempi sono tanti, ma molto spesso poco pubblicizzati. Anche le “semplici” operazioni di recupero di plastica, carta e metalli provenienti da raccolta differenziata sono esempi di economia circolare. La realizzazione di contenitori per la raccolta dei rifiuti con plastica proveniente da riciclo è un altro esempio reale di economia circolare.
Che idea si è fatta sulle polemiche sorte intorno alla vicenda dei sacchetti di plastica biodegradabile nei supermercati, caricati seppure per appena 2 centesimi sul conto alla cassa?
Purtroppo il messaggio che è trapelato da questa operazione governativa non è la necessità di ridurre l’inquinamento da plastica, ma pagare per avere un bene ecologico, trasformando la buona pratica in un gesto economico .Grazie però alla volontà di dare trasparenza alla manovra, quindi esplicitando le caratteristiche fisiche della busta (compostabilità e “bio-based” ossia di origine naturale e non fossile) si è resa nota la positività della buona pratica e monetizzato il reale costo ambientale. Insomma, possiamo considerare questa operazione la prima vera presa di coscienza per la popolazione italiana che vede materializzato un costo che in realtà veniva già sostenuto, ma compreso nel prezzo del bene acquistato. Sono tante le alternative per ridurre i rifiuti che produciamo, purtroppo troppo spesso cadiamo nella gestualità quotidiana e ci dimentichiamo che basta poco per fare la differenza. Il gruppo Avr, insieme alle Pubbliche amministrazioni, è oggi realmente impegnato nello sviluppo di attività e strumenti per agevolare questo gesto e per favorire un cambio di rotta verso un’economia circolare.




