PESCARA – Aveva trasformato un appartamento nel centro di Pescara in un punto di ritrovo per tossicodipendenti oltre che in una “casa del piacere” dove riceveva i clienti, esclusivamente uomini.
A seguito di un blitz, il personale della squadra mobile del capoluogo adriatico ha arrestato Massimo Giocondi, 43 anni, noto per i suoi trascorsi giudiziari nel campo degli stupefacenti ma anche perché si prostituisce con una clientela maschile vestendosi e truccandosi da donna e indossando sgargianti parrucche.
L’uomo, già arrestato a marzo 2011 con altre 37 persone nell’ambito dell’operazione antidroga denominata Cormorano, è stato notato dalla polizia mentre rientrava in casa, in via Gramsci, con un cliente.
Dopo qualche giorno di appostamenti si è capito che nella sua abitazione si ritrovavano diversi tossicodipendenti per cui è stata promossa una perquisizione nel corso della quale sono stati sequestrati alcuni sacchetti di cellophane di cocaina purissima, per un totale di 6 etti, un bilancino elettronico e alcuni cellulari.
Giocondi è stato quindi arrestato e trasferito in carcere.
Per la squadra Mobile, diretta da Pierfrancesco Muriana, la droga avrebbe consentito la preparazione di oltre 600 dosi per un valore sul “mercato” di non meno di 30 mila euro.
LA POLIZIA E’ ENTRATA ASSIEME AI CLIENTI
“La polizia – ha spiegato in conferenza Dante Cosentino, vice dirigente della Mobile – è riuscita a entrare in casa di Giocondi, detto Belen, con un escamotage. Ha infatti approfittato dell’arrivo di un cliente per intrufolarsi con lui nell’alloggio, dove Giocondi si era barricato”.
L’uomo aveva in tasca 100 grammi di cocaina e ha condotto gli agenti dell’Antidroga, diretti da Nicolino Sciolè, in camera da letto dove sono stati trovati altri 500 grammi della stessa sostanza, destinati agli assuntori del sabato sera che frequentano locali pubblici e discoteche e agli zingari.
Lo dimostra il fatto che su un involucro ci fosse la scritta “zingaro” cancellata. La droga era in una cassaforte.
È stato rinvenuto anche un brogliaccio su cui è annotata la contabilità dello spacciatore e dal quale emerge l’esistenza di crediti di droga per alcune decine di migliaia di euro.
Tra le scritte annotate c’è quella che dice “restano 11 mila euro” in riferimento a una sola posta.
Le indagini su questo brogliaccio proseguono. Il pm che si occupa del caso è Valentina D’Agostino.






