L’AQUILA – Un’inchiesta portata avanti dagli agenti della Sezione narcotici della Squadra mobile della Questura dell’Aquila diretta dal dirigente Maurilio Grasso, sotto la supervisione del pm Roberta D’Avolio, rivela come l’asilo occupato di viale Duca degli Abruzzi all’Aquila fosse stato di recente anche un luogo di spaccio di droghe come hashish, oppio, meta-anfetamina, speed.

Secondo quanto svela Il Messaggero l’inchiesta ha portato ad oggi alla denuncia in stato di libertà di due giovani, S.D.R. di 26 anni di Latina e l’aquilana V.C. di 23 anni, residente a Monticchio; il primo colui che avrebbe fornito la droga alla giovane che poi l’avrebbe spacciata in città, anche all’interno dell’asilo.

Sarebbero almeno sei le cessioni di droga addebitate alla ragazza. Tra le attività monitorate dalla narcotici diretta dall’ispettore superiore Nazzareno Buccella il concerto dei Makiteck, gruppo francese di musica techno, uno dei tanti eventi che periodicamente si organizzano nello spazio sociale autogestito, immobile di proprietà del Comune.

Pedinamenti e intercettazioni telefoniche avrebbero poi appurato come la droga una volta arrivata in città dalla Capitale, o come in un caso da Valencia in Spagna, sarebbe stata spacciata in molteplici occasioni proprio all’interno dell’asilo, con dosi di oppio che raggiungevano i 15/20 grammi.

A Valencia la ragazza si sarebbe anche recata con la sua macchina per effettuare l’approvvigionamento delle sostanze stupefacenti.

Numerose sarebbero poi le stesse testimonianze dei ragazzi di volta in volta fermati e immediatamente segnalati alla Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti.

La giovane denunciata avrebbe chiesto ad una sua conoscente di aiutarla a vendere le varie tipologie di droghe all’interno dell’asilo, incassando un secco diniego, salvo poi essere chiamata dalla stessa per sapere se aveva con sé dosi di droghe da poter vendere e a quale prezzo.

Infatti l’acquirente C.L. di 21 anni di Atri (Teramo) ha raccontato agli investigatori: “Quella sera mi ricordo incontrai la mia amica, proprio all’inizio della serata e mi chiese se potevo darle un aiuto a venderle delle pasticche di colore bleu e verdi; ricordo che ne aveva diverse custodite all’interno di una bustina di cellophane che mi mostrò”.

INCHIESTA PARTITA UN ANNO FA

Risalgono all’aprile 2015, quindi abbastanza datati, gli accertamenti sull’Asilo occupato dell’Aquila che hanno portato all’indagine sullo spaccio di droga all’interno della struttura.

Lo apprende AbruzzoWeb da fonti investigative, con l’inchiesta della squadra Mobile che oltre un anno fa ha portato alle denunce dei due giovani, un’aquilana e un laziale, di cui si è avuta notizia oggi, ma non a degli arresti.

Al di là dei singoli episodi di spaccio su cui si è proceduto, di particolare interesse degli inquirenti, coordinati dal dirigente Maurilio Grasso, c’era la “connection” che si era creata con parte della droga proveniente dalla Spagna.

Gli uomini della Narcotici diretta dall’ispettore Nazzareno Buccella hanno compiuto accertamenti su automobili con gps e intercettazioni che hanno portato anche a scoprire qualche smercio legato al mercato aquilano, finito nel fascicolo d’indagine.

Alla fine degli accertamenti, è stata trovata conferma dell’esistenza di una partita di droga giunta dalla penisola iberica, ma ci sono stati altri carichi tanto da far pensare a un canale solido da smantellare.

Anche a livello quantitativo non si trattava di un’enorme partita di sostanza illecita, ma le consegne c’erano state, le intercettazioni secondo gli inquirenti parlano molto chiaro.

L’inchiesta risulta attualmente ancora aperta, con numerose posizioni al vaglio della magistratura. (alb.or.)

LE REAZIONI

QUELLI DELL’ASILO: “NON C’ENTRIAMO, BASTA PREGIUDIZI”

“Si insinua, in maniera neanche troppo velata, che la responsabilità del reato sia degli occupanti dello spazio, poi man mano che leggiamo, grosso modo, si capisce che l’asilo è semplicemente stato coinvolto nelle indagini”.

Replicano così sulla propria pagina Facebook gli esponenti dell’Asilo occupato dell’Aquila dopo la diffusione della notizia da parte del quotidiano Il Messaggero di un’inchiesta per episodi di spaccio di droga che sarebbero avvenuti nella struttura con due indagati.

“Molti sanno bene che diverse volte i membri dell’asilo hanno voluto arginare questo problema, impresa difficilissima, che paradossalmente non viene intrapresa in quei posti marchiati come legali”, fanno notare dal collettivo.

“Il pregiudizio sta lì, nel titolo dell’articolo scritto in grande e in grassetto, e sta lì, nell’occhio di chi legge (appena) e trae conclusioni basandosi esclusivamente su quel titolo”, concludono.

LA NOTA COMPLETA

Ci hanno tirato in ballo: e allora balliamo. I collettivi, le associazioni e i singoli attivisti e attiviste dello spazio sociale dell’Asilo Occupato rispediscono al mittente ogni accusa in relazione ai fatti di cronaca emersi stamane su alcuni organi di stampa, tra cui Il Messaggero, che come potete vedere nelle immagini allegate, non è la prima volta che cerca di fare insinuazioni di dubbia logicità.

I gruppi e le individualità che in questi anni hanno animato gli spazi dell’Asilo nulla c’entrano con fatti emersi.

Faziosi e strumentali sono alcuni articoli che accostano le attività svolte all’interno dell’Asilo con reati che sarebbero stati commessi ai margini dello stesso.

Il centro sociale durante questo mese ha ridotto la frequenza delle attività: concerti e serate, come ben sapete, sono assenti da diverse settimane per la pausa estiva, quindi ci sembra scontato tranquillizzarvi sul fatto che nessun arresto è mai avvenuto all’Asilo, pertanto la notizia riguardo a “blitz” e “perquisizioni all’interno dello stabile” è semplicemente falsa.

Troppo spesso ormai molti professionisti che si definiscono “giornalisti”, sia in questa città che in generale in questo Paese, usano la lingua italiana impropriamente, strumentalizzandola per far passare messaggi decisi a tavolino o dalla loro personale opinione.

In cima all’articolo citato troviamo un bel titolo ad effetto: “Coca e Oppio nell’Asilo Occupato. Giovani denunciati dalla polizia”. Si insinua, in maniera neanche troppo velata, che la responsabilità del reato sia degli occupanti dello spazio, poi man mano che leggiamo, grosso modo, si capisce che l’asilo è semplicemente stato coinvolto nelle indagini, in quanto luogo, in cui sono circolate sostanze illegali, cosa innegabile, cosi come è innegabile che circolino in diversi altri luoghi “legali” della città.

Molti sanno bene che diverse volte i membri dell’asilo hanno voluto arginare questo problema, impresa difficilissima, che paradossalmente non viene intrapresa in quei posti marchiati come “legali”.

Questo perché lo sappiamo, lo sappiamo che i centri sociali sono sempre soggetti ad avere il dito puntato contro, che le cose che accadono ovunque, in un luogo occupato (dal nostro punto di vista “liberato”) accadono due volte.

Tutto questo si può riassumere in un’unica parola: “Pregiudizio”. Il pregiudizio sta lì, nel titolo dell’articolo scritto in grande e in grassetto, e sta lì, nell’occhio di chi legge (appena) e trae conclusioni basandosi esclusivamente su quel titolo.

Negli ultimi cinque anni e mezzo il centro sociale di viale Duca degli Abruzzi è stato attraversato da migliaia di persone.

Centinaia le iniziative politiche, sociali, culturali, musicali, artistiche e ricreative organizzate, in uno spazio pubblico che altrimenti sarebbe continuato semplicemente a essere in stato di degrado e desolante abbandono, come lo era fino al gennaio del 2011, e come continuano a essere tanti edifici di proprietà pubblica nel centro storico e in tutto il territorio aquilano.

Un luogo dove quotidianamente si cerca di ricreare socialità dal basso, senza l’aiuto di nessuna istituzione pubblica, e con la sola forza di volontà e la determinazione degli attivisti e delle attiviste che lo animano.

Ci dispiace se gli incidenti di percorso, fatti singoli compiuti da singoli, possano minare la strada che ogni giorno percorre l’Asilo Occupato. Noi non lo crediamo: pensiamo che sia molto più importante animare il luogo di eventi, iniziative e vita in una città dove regna la disgregazione e l’emarginazione sociale e continueremo a farlo.

Finalmente quest’anno si è smosso qualcosa, e si è cominciato a parlare di fondi certi e lavori sullo stabile.

Anche se ancora non lo abbiamo comunicato pubblicamente, a questo punto ci sembra il caso di anticiparvi che il collettivo dell’Asilo sta lavorando, in clima di reciproco rispetto, insieme alle istituzioni e ad altri giovani cittadini ad un progetto di riqualificazione dello stabile, per far in modo che sia una ricchezza fruibile a tutta la città, cosi come lo è stato finora, anche dopo la fine dei lavori.

Alcune persone pensano e agiscono in malafede. Noi no. non lasciate che vi mandino fumo negli occhi.