L’AQUILA – Occorre intraprendere con urgenza negli presidi ospedalieri della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila “tutte le iniziative utili e necessarie al fine di contrastare la diffusione del contagio, soprattutto tra le figure sanitarie maggiormente esposte, chiedendo urgentemente la fornitura dei dispositivi di protezione individuale e di provvedere immediatamente ad eseguire il prelievo tamponi a tutte le figure professionali e non, operanti all’interno delle strutture sanitarie”.
Dopo i due esposti alla Procura della Repubblica dell’Aquila, la Cgil provinciale dell’Aquila ha inviato una lettera dai toni durissimi al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al premier, Giuseppe Conte, al ministro della Salute, Roberto Speranza, al capo Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli.
E poi al commissario straordinario all’emergenza, Domenico Arcuri, al prefetto della Provincia dell’Aquila, Cinzia Torraco e al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.
La carenza di mascherine ed altri dispositivi come camici, occhiali e guanti, e la necessità dei tamponi a tappeto a tutti gli operatori sanitari sono un tema caldissimo da settimane.
La richiesta è quella di “una ispezione urgente, ognuno per quanto di propria competenza, da tenersi presso la struttura sanitaria Asl Avezzano Sulmona L’Aquila, finalizzata alla verifica ed alla risoluzione delle problematiche esposte”.
Nella missiva a firma del segretario generale Cgil Provincia dell’Aquila, Francesco Marrelli, e del segretario generale Cgil Funzione pubblica della provincia dell’Aquila, Anthony Pasqualone, si sottolinea che “da settimane sollecitiamo la Regione Abruzzo, l’assessore alla sanità Verì, il direttore della Asl Testa a predisporre i protocolli procedurali per la gestione dei pazienti Covid-19 o dei potenziali casi sospetti. Tutto ciò al fine, innanzitutto, di tutelare la salute dei lavoratori – che, in un momento storico così critico e delicato, si adoperano ogni giorno per la garanzia del diritto costituzionale alla Salute – ma anche al fine di interrompere ogni possibile catena di trasmissione del virus mediante l’individuazione di tutti i possibili casi sospetti e probabili, ancorché asintomatici, intervenendo con tutte le azioni necessarie così come previste dalle norme di Legge”.
“La totale assenza di approvvigionamento di dispositivi idonei da distribuire anche ai medici di base e pediatri di libera scelta – si legge ancora nella lettera – , così come l’esecuzione dei test agli stessi, rischia di far saltare un processo essenziale al contenimento della diffusione del virus svolto da parte della medicina territoriale con ulteriore aggravio di presenze di utenza potenzialmente positiva presso i nosocomi. A ciò si aggiunga che, in tal modo, vengono anche vanificati gli interventi volti al contenimento della diffusione del virus imposti dal governo nazionale attraverso le limitazioni alla libera circolazione delle persone”.
“Nonostante le numerose richieste di intervento, le diffide e gli esposti – tuonano i sindacalisti – nulla è pervenuto al riguardo da parte dell’Azienda Sanitaria Locale; infatti, le lavoratrici ed i lavoratori della Sanità della Provincia dell’Aquila, continuano a prestare il proprio servizio in completa carenza e assenza di idonei Dpi, senza che siano state verificate le attuazioni di iter procedurali interni alla stessa Asl e senza che sia stato effettuato uno screening mediante il prelievo tampone nei confronti di tutto quel personale entrato a contatto con utenti e/o colleghi di lavoro risultati positivi al Covid-19”.
Di qui la richiesta di una ispezione urgente.





