CHIETI – Sono 83.631 gli immigrati regolari che vivono in Abruzzo, tremila in meno rispetto al 2010, di cui 52.078 extra e 31.553 comunitari. I dati, però, vanno quasi raddoppiati se si pensa anche agli irregolari presenti sul territorio.
I dati arrivano dal 22° dossier statistico sull’immigrazione che la fondazione Migrantes e la Caritas pubblicano in Italia, in collaborazione con Istat, Comuni e Viminale, elaborando statistiche aggiornate sino a tutto il 2011.
Il dossier, soprattutto nella parte relativa all’Abruzzo, verrà presentato domani pomeriggio, 27 novembre, a partire dalle ore 18, presso la sala consiliare della Provincia di Chieti, dal direttore della Caritas di Chieti Enrico D’Antonio e dal coordinatore del dossier statistico Franco Pittau, alla presenza, tra gli altri dell’arcivescovo di Chieti Vasto, monsignor Bruno Forte, del sindaco di Chieti Umberto Di Primio e del poeta e scrittore eritreo Hamid Barole Abdu.
Tra gli stranieri residenti in Abruzzog li extracomunitari sono 3. 637.724 mentre i comunitari 1.373.000, di cui l’87 per cento arriva dai nuovi membri dell’Unione europea: Romania (997mila), Polonia (112mila) e Bulgaria (53 mila). Seguono Germania (44mila), Francia (34), Gran Bretagna (30), Spagna (20) e Olanda (9).
Gli europei comunitari sono il 27,4 per cento, seguiti da quelli extra (23,4), africani (22,1), asiatici (18,8), mentre da Americhe e Oceania vivono in Abruzzo l’8,3 e 0,1 per cento.
La comunità extra più numerosa è quella albanese, sia in Italia (491.4965) sia in Abruzzo (13.754). Se in Italia seguono ucraini, moldavi e serbi, nella nostra regione la seconda comunità è quella marocchina (6.532), seguita dai cinesi (5.493). Macedoni solo quarti (5. 463), poi ucraini (3.948), kosovari (2.021), senegalesi (1.397), e tunisini (893), che, invece, in Italia sono secondi mentre i senegalesi sono quarti.
La prima comunità americana in Abruzzo è la brasiliana (715); in Italia è, invece, terza (48.230), preceduta da peruviani (107.847) ed ecuadoriani (89.626). Tra i comunitari, abbiamo i rumeni (22. 385), polacchi (3.292), bulgari (1.526) e britannici (799).
Su oltre 83mila stranieri, gli occupati in Abruzzo sono 78.027, di cui 4.633 imprenditori: in testa i cinesi (881), poi rumeni (825), albanesi e marocchini. In Italia sono 2,5 milioni gli occupati, un decimo del totale.E’ aumentato il numero dei disoccupati stranieri: 310mila, di cui 99mila comunitari.
Tornando all’Abruzzo, la prima provincia per il maggior numero di presenze (secondo i dati del Viminale ovvero dei permessi di soggiorno rilasciati) è Teramo, con 17.932 cittadini extracomunitari, seguita da L’Aquila (14. 537), Pescara (10.584) e Chieti (9.025).
La popolazione straniera è abbastanza giovane (il 78,5 per cento ha meno di 44 anni), equamente ripartita tra maschi e femmine con una preminenza di single (52, 4 per cento) sui coniugati (45,4 per cento), mentre separati, divorziati e vedovi sono il 2,3 per cento.
I permessi per lavoro sono il 52,6 per cento, quelli familiari il 40,8. L’occupazione maggiore in Abruzzo è nel settore dei servizi (45,7 per cento), seguito dall’industriale (41,7). Solo il 9,6 per cento lavora in agricoltura, meno della metà rispetto al Sud Italia.
Le assunzioni nel 2011 sono state 36.860, un quarto di quelle totali abruzzesi (italiani compresi). Nel 2011 gli immigrati hanno inviato dall’Abruzzo ai loro paesi circa 79 milioni di euro. Teramo è risultata la provincia più virtuosa (23.245.000), seguita da Pescara e L’Aquila (poco più di 20.400.000 a testa). Chieti quasi 15 milioni. I senegalesi sono la comunità extracomunitaria che invia più denaro a casa. I rumeni leader fra i comunitari.




