L’AQUILA – “La risposta dell’assessore Bignotti, un triste arrampicarsi sugli specchi eludendo la natura del problema, ovvero il fatto che è stato pubblicato un avviso fortemente escludente, ci conferma che siamo di fronte a una totale sottovalutazione del tema e all’incapacità di affrontare le questioni tecniche. Tra l’altro facciamo presente a Bignotti che la legge sul ‘Dopo di noi’ è del 2016, quindi i dieci anni che ci addebita di immobilismo sono semplicemente senza senso”.
Rispondono così alla replica dell’assessore alle Politiche Sociali del Comune dell’Aquila, Francesco Bignotti, il segretario Partito democratico dell’Aquila e consigliere comunale, Stefano Albano e la responsabile Politiche sociali Pd, Emanuela Di Giovambattista. Prsegue dunque il botta e risposta, iniziato ieri, sul “Dopo di noi”. I due esponenti del Pd locale hanno parlato di “un’azione dell’amministrazione comunale, e in particolare di Bignotti, sulla gestione dei fondi destinati ai disabili gravi senza sostegno familiare, scandalosa e paradossale”.
L’assessore al ramo ha voluto replicare con una nota: “L’estrema superficialità di chi rilascia certe dichiarazioni, peraltro deprecabili, in quanto fatte a discapito di fasce deboli di popolazione, sembra fare il paio con la rapidità con cui si è sfaldato un intero gruppo consiliare, passato dall’essere quello più consistente tra i gruppi di minoranza a contare soli due componenti. Non è possibile accettare lezioni di stile da chi negli anni non è riuscito a dare risposte concrete ai cittadini, che alle ultime elezioni proprio per questo hanno fatto scelte diametralmente opposte. In pochi mesi si sta recuperando il tempo perso e la distensione dei rapporti con la Asl e con gli ambiti distrettuali limitrofi è una testimonianza di buona amministrazione, che certamente farà bene a tutto il territorio”.
Accuse che non sono piaciute ad Albano e Di Giovambattista, che sottolineano: “Non si nasconda dietro la propaganda e il politicismo: continua a citare la Asl quando l’applicazione della legge sul Dopo di noi richiede prevalentemente azioni di tipo socio assistenziale e non sociosanitario, e riesce addirittura ad accusare di negligenza quando il suo assessorato sta tirando avanti grazie a una programmazione fatta negli anni passati, e su cui lui dimostra per l’ennesima volta di non capire potenzialità, funzionamento, obiettivi. Stia sicuro, Bignotti, che non ci zittirà buttandola nella classica caciara, che è tipico sintomo dialettico di chi non sa e non conosce. Continueremo a vigilare e denunciare, se necessario, le azioni amministrative approssimative che si ripercuotono sulla pelle delle persone”, concludono.






