L’AQUILA – Sono Abdelkbir Lafsaji, marocchino, e il minorenne albanese, i due giovani arrestati dalla squadra Mobile dell’Aquila per l’aggressione avvenuta a Pianola (L’Aquila), nel pomeriggio del 24 giugno scorso ai danni un’anziana del posto.

Il primo è un pregiudicato, di 23 anni, nato a Ouled Boulidi (Marocco) ma residente ad Aragno (L’Aquila), conosciuto dalle forze dell’ordine per reati di contro la persona. Il secondo, invece, nato a Kavaji, è un minorenne incensurato, domiciliato presso una casa famiglia nei pressi di Preturo (L’Aquila).

A mettere gli agenti sulla pista giusta sono state le registrazioni video avvenute nel bus terminal “Lorenzo Natali” del capoluogo e il riconoscimento da parte della signora dell’abbigliamento dei malviventi e della collanina rubata, portata subito a un Compro Oro e scambiata per 70 euro.

Durante la conferenza stampa di questa mattina tenuta dal dirigente della squadra Mobile, Maurilio Grasso, è emerso che i due avevano chiaramente intenzione di commettere il furto, poi sfociato in una rapina a causa della violenza usata sulla donna.

Appostati nei pressi del terminal in attesa di qualche utente da scippare, hanno trovato nell’anziana la loro preda perfetta, così l’hanno seguita a bordo dell’autobus e, una volta giunti alla fermata di piazza Pilortera di Pianola, quando lei è scesa, l’hanno seguita.

All’altezza di via della Fonte Sessanta l’hanno afferrata per le spalle, immobilizzandola e, dopo averla presa per il collo, le hanno strappato le catenine di oro giallo. Non soddisfatti, l’hanno scaraventata a terra. Una delle collanine si è salvata dalle mani dei rapinatori perché caduta nei vestiti della sfortunata.

Soccorsa immediatamente dai parenti, la donna ha riportato solo lievi ferite.

Le ricerche effettuate hanno portato a fermare il giorno stesso l’albanese e il giorno successivo il marocchino. I due hanno ammesso la loro responsabilità, così è stata recuperata la catenina e posta sotto sequestro dai militari.

Il maggiorenne, che durante l’arresto si trovava al lavoro presso una ditta edile, è stato portato alla casa circondariale dell’Aquila mentre il minorenne è stato condotto in una comunità teramana.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale dell’Aquila Marco Billi su richiesta del pm titolare delle indagini David Mancini, per quanto riguarda il maggiorenne, e dal gip del tribunale dei minorenni, Cecilia Angrisano, su richiesta del pm Antonio Altobelli, per quanto concerne il minorenne.