L’AQUILA – È in programma domani ad Arcore (Milano) l’atteso incontro tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini in cui si comporrà il mosaico delle spartizioni per le nomine alle aziende di Stato e delle candidature alle Regioni: da quanto si apprende dagli ambienti politici del centrodestra abruzzese, non si parlerà ancora di nomi, ma di cosa spetta a chi.

Solo in un secondo momento, una volta stabilito se l’Abruzzo sarà appannaggio di Forza Italia o della Lega, si sancirà il nome del candidato presidente.

Qualora l’Abruzzo dovesse toccare agli azzurri, come sembra in virtù del fatto che le regioni del nord chiamate al voto andranno ai salviniani, Forza Italia potrebbe scegliere il proprio candidato sulla base dei risultati del sondaggio, che si è aperto ieri e si chiuderà tra una settimana, commissionato alla società specializzata Tecnè.

Un campione dell’elettorato è chiamato ad esprimere il proprio gradimento nei confronti del sindaco di Chieti Umberto Di Primio, che proprio oggi si è dimesso per eliminare la causa di incandidabilità, e dei consiglieri regionali Mauro Febbo e Paolo Gatti.

Escluso a sopresa dal sondaggio l’ex parlamentare Fabrizio Di Stefano, in rotta con la sua Forza Italia che già alle politiche del 4 marzo scorso non lo ha ricandidato.

Oggi, intanto, a Pescara la Lega torna in piazza, dopo la manifestazione di sabato scorso all’Aquila, per chiedere che si voti il prima possibile, cioè entro la fine dell’anno e non nel 2019.

Un sit-in in piazza Unione, sede del Consiglio regionale nel capoluogo adriatico, al quale non è del tutto chiaro quale siano le adesioni, visto che non ci sono state prese di posizione ufficiali a differenza della settimana scorsa, quando davanti all’Emiciclo ci furono anche le bandiere di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Azione Politica.

Oggi, poi, è l’ultimo giorno per dimettersi per i sindaci dei comuni superiori a cinquemila abitanti che vogliono correre all’Emiciclo.

Dopo quello di Francavilla al Mare (Chieti) Antonio Luciani del Partito democratico, che ha lasciato nei giorni scorsi, oggi si sono dimessi Di Primio e Pietro Quaresimale, leghista sindaco di Campli.

Secondo la legge, i sindaci devono lasciare entro 45 giorni dallo scioglimento del Consiglio regionale, avvenuto il 22 agosto scorso: termine che scade il 6 ottobre e che coincide, a partire da oggi, coi venti giorni entro i quali devono confermare le dimissioni.