PESCARA – Dopo 11 anni uno spiraglio di luce sul sito di Bussi (Pescara). Il ministero dell’Ambiente ha infatti chiuso la Conferenza dei servizi decisoria per l’esame del progetto presentato da Edison per la discarica Tre Monti a Bussi nel Sito nazionale di Bonifica, approvando la rimozione di 112 mila metri cubi di rifiuti e un progetto sperimentale di bonifica dei terreni sottostanti, pesantemente inquinati.
Il decreto segue quanto deciso nelle riunioni preparatorie, in cui si era concordata la necessità di rimuovere tutti i rifiuti nonostante le resistenze di Edison.
“Abbiamo atteso tempi comunque indecorosi per un Paese civile – ha detto Augusto De Sanctis, del Forum abruzzese H2O che riunisce i movimenti dell’acqua – ma siamo arrivati alla metà, almeno dal punto di vista amministrativo. Con questi due decreti infatti il ministero ha approvato due progetti di intervento di bonifica, quindi esecutivi, che Edison dovrà attuare nei prossimi mesi”.
“Questo – ha spiegato – rappresenta un aspetto fondamentale anche perché è passata la linea che i rifiuti devono essere eliminati dal sito, cosa non scontata perché Edison in questi anni ha cercato di proporre altri tipi di interventi, facendo restare lì i rifiuti. E questo perché è passata la linea dei movimenti e di molti enti che si sono schierati per la rimozione completa dei rifiuti – ha detto ancora De Sanctis – aspetto fondamentale per la gestione del sito”.
L’esponente del Forum H2O ha poi parlato anche di altre situazioni rientranti nelle opere di bonifica: “Ora dobbiamo intanto far si che Edison lavori e dall’altro lato che si operi anche per altre vaste aree prospicienti come l’area industriale che è anche quella che si trova più indietro da un punto di vista amministrativo, ovvero l’area di Bussi Officine, molto inquinata, poi le discariche 2A e 2B, le aree esterne alla ex Montecatini a Piano d’Orta (Pescara), anche queste molto contaminate, e poi c’è la riperimetrazione del sito”.
“C’è tanto lavoro ancora da fare – ha aggiunto -, ma dobbiamo prendere atto che gli enti preposti si stanno muovendo, rispetto ad una mancata azione durata per troppi anni, dal sequestro avvenuto nel 2007, ad opera del compianto comandante della Forestale Guido Conti. Ora stiamo raccogliendo i frutti del lavoro fatto come le Ordinanze per esempio della Provincia sulle aree 2A e 2B e sulle aree esterne di Piano d’Orta (Pescara), che individuano in Edison il responsabile della contaminazione”.
“Ecco – conclude De Sanctis – questo è un passaggio fondamentale da fare anche per le aree industriali, perché senza il responsabile della contaminazione non c’è chi deve presentare i progetti come invece già avvenuto per la Tre Monti, per la ex Montecatini e aree interne a Piano d’ Orta (Pescara). Siamo soddisfatti perché dopo tanti anni di lotta, anche dal basso, iniziamo a vedere i primi risultati”.






