PESCARA – Diossina nei terreni, falda profonda e superficiale con sostanze tossiche e cancerogene che superano i limiti di legge di centinaia di migliaia di volte, e in un caso anche di un milione; infine, contaminanti che continuano a fuoriuscire dall’area.

A lanciare il nuovo allarme sul sito di Bussi sul Tirino (Pescara) dove nel 2007 fu scoperta una megadiscarica di rifiuti tossici è il Wwf Abruzzo che oggi diffonde i dati dei monitoraggi e parla di un “quadro della contaminazione ancora più grave”.

Nell’ambito dell’inchiesta sulla megadiscarica, lo scorso 18 aprile il gup del Tribunale di Pescara Gianluca Sarandrea ha rinviato a giudizio 19 ex amministratori Montedison che devono rispondere di avvelenamento delle acque.

Il processo prenderà il via il 25 settembre prossimo davanti alla Corte d’Assise di Chieti. Per decenni la discarica sarebbe stata destinata a smaltimento illegale di rifiuti quali cloroformio, tetracloruro di carbonio, esacloroetano, tricloroetilene, triclorobenzeni, metalli pesanti, tanto da essere stata definita “una delle più grandi discariche nascoste di sostanze tossiche e pericolose mai trovate in Italia e addirittura in Europa”.

I dati, presentati nel corso di una conferenza stampa a Pescara, si riferiscono esclusivamente all’area e ai terreni della Solvay, attuale proprietario del sito industriale, ai pozzi spia a valle del sito e ai pozzi nella Valle del Pescara.

Riguardo ai terreni, nel 2011 sono stati ricercati, in campioni di suolo all’interno del sito industriale, diossine e furani: su 29 campioni, 9 sono risultati con valori superiori ai limiti di legge per le aree industriali.

Il campione più contaminato presentava un valore di 23,7 volte il limite di legge per aree industriali, pari a 237 volte se si dovessero considerare i limiti per le aree a verde-residenziale, qualora si volesse riportare il sito a questi usi.

Il quadro di contaminazione riscontrato nell’area industriale è stato definito dal Wwf “sconfortante”: per 35 parametri su 43 sono stati riscontrati superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione per la falda superficiale e 23 per la falda profonda. Alcune sostanze mostrano superamenti di enorme entità (cloroformio 453.333 volte i limiti nella falda superficiale e 46.607 volte nella falda profonda; tricloroetilene 193.333 e 156; mercurio 2.100 volte nella falda superficiale; diclorometano 1.073.333 e 3.267; tetracloruro di carbonio 666.667 e 3.733).

Per quanto riguarda i pozzi spia a valle dell’area industriale, “il sistema di trattamento è in grado di ridurre drasticamente il livello della contaminazione, ma non riesce ad abbattere sotto la soglia di contaminazione alcune sostanze. Tra 2007 e 2012 – rileva il Wwf – nove parametri sono risultati superare la Concentrazione soglia di contaminazione per la falda superficiale e tre per la falda profonda”.

In particolare, il monocloroetilene ha avuto picchi di 106 volte il limite di legge per la falda superficiale e 264 volte per la falda profonda; inoltre, superamenti si sono verificati anche recentemente nei monitoraggi 2012. Pertanto, come evidenziato anche dal ministero dell’Ambiente nell’ultima conferenza dei servizi, “alcune sostanze continuano a fuoriuscire dal sito nonostante il trattamento. A tal proposito il Wwf ha inviato una circostanziata lettera al ministero e ai vari enti – dicono ancora gli ambientalisti – sollecitando l’adozione di misure completamente efficaci”.

Stando ai dati, la situazione peggiora andando verso valle nei pozzi-piezometri che monitorano la falda nell’area della confluenza del fiume Tirino con il fiume Pescara.

Nel biennio 2011-2012 per la falda superficiale ben 11 parametri sono risultati oltre i limiti di legge, mentre per la falda profonda sono stati 12 i parametri non conformi. “Si tratta di sostanze estremamente tossiche e cancerogene – evidenziano gli ambientalisti – tra cui, solo a titolo di esempio, benzene, monocloroetilene e esacloroetano”.

DE SANCTIS: “UNA SITUAZIONE DRAMMATICA”

“Una situazione di compromissione dell’ambiente veramente drammatica; uno dei posti più inquinati d’Europa. Servono immediati provvedimenti per rendere completamente efficaci gli interventi di messa in sicurezza di emergenza in tutte le aree, sia quelle industriali sia quelle circostanti, per evitare la diffusione verso valle degli inquinanti”.

Così il referente acque del Wwf Abruzzo, Augusto De Sanctis, nell’illustrare i dati relativi alla contaminazione nel sito di Bussi sul Tirino (Pescara).

L’associazione ambientalista sollecita l’avvio degli interventi di messa in sicurezza che “in alcune zone devono ancora iniziare nonostante la legge preveda che siano attuati entro le 24 ore dalla scoperta della contaminazione” e chiede il completamento della caratterizzazione, perché “alcune aree all’interno del perimetro devono addirittura essere caratterizzate, a cinque anni dall’istituzione del Sito Nazionale per le Bonifiche. In generale – ha sottolineato De Sanctis – bisogna procedere alla bonifica”, con l’obiettivo di riportare l’area a una qualita’ ambientale elevata, dato che nel sito scorre ‘quasi tutta l’acqua della regione”.

Il Wwf, che ha ottenuto i dati diffusi oggi “dopo un laborioso lavoro di accesso agli atti presso vari enti”, denuncia anche la poca trasparenza e ritiene “indispensabile che gli enti assicurino la costante informazione circa i risultati dei monitoraggi”.

Secondo l’associazione, in tal senso, il ministero dell’Ambiente, il commissario delegato e gli organismi regionali e locali “sono inadempienti, nonostante le chiare indicazioni sul coinvolgimento dei cittadini contenute nella mozione approvata all’unanimità dalla commissione Rifiuti della Camera sul sito di Bussi nel 2008”.

“È grave, inoltre – ha aggiunto De Sanctis – che la Val Pescara non sia stata ricompresa nello studio epidemiologico ‘Sentieri’, realizzato dall’Istituto superiore di sanità, che ha coinvolto gran parte dei siti nazionali di bonifica con risultati estremamente allarmanti sugli effetti degli inquinanti che si trovano in queste aree sulla salute della comunità”.

“La situazione di Bussi – ha concluso – deve essere considerata prioritaria da tutte le pubbliche amministrazioni coinvolte”.