L’AQUILA – Una giornata scientifico-divulgativa sui disturbi depressivi in programma venerdì 16 marzo al dipartimento di Scienze umane dell’Università dell’Aquila, darà il via ad una serie di iniziative promosse dall’associazione “Veronica Gaia Di Orio”, nata nel ricordo della giovane studiosa di storia dell’arte prematuramente scomparsa, figlia dell’ex rettore Ferdinando Di Orio.

A presentarla, ieri mattina, sono stati tre componenti dell’associazione, il professor Massimo Casacchia, il professor Enzo Sechi e la professoressa Maria Grazia Cifone .

La giornata è intesa come “momento di incontro sui vari aspetti della depressione e sulle modalità più efficaci di intervento e di assistenza con particolare attenzione anche all’età giovanile in cui questa patologia si può manifestare in modo insidioso”.

“Le modalità comportamentali reattive, che diventano linguaggio della cosiddetta depressione giovanile”, ha detto il professor Casacchia, “sono diverse e avvengono sotto i nostri occhi, quali, per esempio, la dipendenza da Internet e da smartphone che, di fatto, decontestualizzano la persona dalla realtà della vita di tutti giorni. Nell’età adolescenziale si può cadere in trabocchetti della rete molto pericolosi che possono indurre il giovane addirittura a sfidare la morte”.

“D’altro canto – ha aggiunto – non è certo una novità che in questa fase dell’esistenza è frequente la propensione al ricorso alle sostanze di abuso, soprattutto all’alcol. A volte la stessa tendenza alla violenza, attraverso il bullismo e il cyberbullismo, denota una profonda incapacità di esprimere la sofferenza in un linguaggio accettabile, privilegiando quello della violenza e del sopruso. Va segnalato un fenomeno nuovo e preoccupante di depressione giovanile, definito Hikikomori. Fenomeno nato in Giappone, rappresenta una depressione che cambia volto, in cui ragazzi decidono di tagliare i ponti con il mondo esterno, verso il quale sviluppano fobie e odio, rinchiudendosi letteralmente in casa per mesi e avendo come collegamento solo la rete”.