TERAMO – Al via stamani presso il tribunale di Teramo la prima udienza del processo per l’omicidio della pittrice Renata Rapposelli, di origine teatina e trovata morta nella campagne di Tolentino (Macerata) il 12 novembre 2017.
Imputati per l’omicidio e l’occultamento del cadavere, l’ex marito Giuseppe Santoleri accusato insieme al figlio Simone.
Come riporta Rete8, in aula oggi era presente solo l’ex marito Giuseppe, assente invece il figlio, rimasto nel carcere di Lanciano (Chieti) dove è detenuto. Un caso di cronaca che ha destato grande attenzione da parte dei media nazionali, e di cui si è occupato anche la trasmissione Chi l’ha Visto.
Proprio per la presenza di numerose trouppe televisive, la parte civile ha chiesto un procedimento a porte chiuse.
Giuseppe e Simone Santoleri da maggio sono rinchiusi in carcere per omicidio volontario aggravato, con il padre che accusa il figlio di aver ucciso la madre e di averlo costretto a tacere. Il padre è assistito dall’avvocato Alessandro Angelozzi del foro di Ascoli, mentre il figlio dagli avvocati Gianluca Carradori e Gianluca Reitano.
Nel voluminoso fascicolo messo insieme dal pm, hanno assunto una rilevanza particolare le intercettazioni ambientali catturate in carcere non solo tra Simone e altri detenuti in cui l’uomo avrebbe lasciato intendere un suo coinvolgimento, ma anche quelle tra Giuseppe e altri reclusi.
I due imputati hanno sempre respinto ogni accusa sostenendo che quel 9 ottobre del 2017 hanno incontrato la mamma a Giulianova (Teramo), ma poi il padre l’ha accompagnata a Loreto e qui lasciata.
Di diverso avviso inquirenti e investigatori secondo i quali la donna, sarebbe stata uccisa nel primo pomeriggio del 9 ottobre, dopo essere arrivata a Giulianova per vedere ex marito e figlio, strangolata al termine di una lite, scaturita per motivi economici, e poi il corpo è stato caricato in auto e scaricato sulle rive del Chienti, a Tolentino.






