TERAMO – Conosceva il suo assassino e lo ha fatto entrare in casa.

Poi forse una violenta discussione, una lite terminata con sette bastonate sulla testa.

Vanno avanti serrate le indagini sull’omicidio di Intermesoli per riuscire a trovare l’assassino di Renato Bellisari, pensionato di 77 anni, massacrato con colpi alla testa che non gli hanno lasciato scampo.

I carabinieri hanno ascoltato diverse persone, ognuno di loro potrebbe fornire dettagli utili a risolvere il giallo.

Gli investigatori sembrano sicuri di avere tra le mani indizi importanti. Come quell’orma di scarpa impressa nel sangue del pavimento della cucina che è stata isolata dagli esperti del Ris, il Raggruppamento investigazioni scientifiche, che per tutta la giornata di sabato hanno setacciato la casetta di Intermesoli.

Fondamentale poi sarà capire dove si trova l’arma del delitto, un bastone o una spranga che l’assassino ha portato via dopo il delitto.

Bellisari da quindici anni era tornato dal Canada, viveva della pensione frutto del lavoro a Toronto e della rendita derivante da alcuni immobili. Non era sposato, l’unica sorella in vita vive in Canada.